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Amiu, pronta la rivoluzione dei rifiuti

Pubblicato il 5 / 2 / 2018

E se l'antico metodo del porta a porta funzionasse ancora?? Potrebbe essere questa la rivoluzione dei rifiuti: una raccolta porta a porta in tutti i quartieri poco popolati, nei quali abitano circa 14.200 utenti.

L'idea è quella di cassonetti verdi dell'indifferenziato e marroni dell'organico monitorati elettronicamente, partendo quest'anno dai Municipi Ponente, Centro Est e Medio Levante, con l'obiettivo di coprire tutta la città entro il 2020.

Il proposito è chiaro: incremento dei contenitori per la differenziata e riduzione di quelli per i generici, una collaborazione più ampia con i privati per la gestione dell'indifferenziata e la creazione di un sistema di impianti, con un separatore e digestore a Scarpino.

E' in corso il primo piano industriale dell'era Bucci per contrastare le difficoltà sorte negli ultimi anni per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, causa principalmente la chiusura di Scarpino nell'autunno del 2014 per gravi irregolarità ambientali.

Il piano per la raccolta differenziata prevede che nel 2018 la raccolta porta porta sia diffusa sulle zone collinari e poco densamente popolate, gli attuali cassonetti per rifiuti generici e organico saranno dotati di un coperchio accessibile soltanto con tessera personale, e terranno conto del numero dei conferimenti e del peso, per chi supererà un numero prefissato di conferimenti di indifferenziato pagherà una Tari un po' più alta. L'obiettivo è quello di arrivare a coprire tutto il territorio genovese nel 2020 con una somma che si dovrebbe aggirare intorno ai 95 mila euro. Nel frattempo sarà messo ordine nelle 8.827 piazzole di raccolta, con la sostituzione dei contenitori della differenziata con carica dall’alto e la sistemazione degli ecopunti del centro storico, che si prevede di rendere accessibili solo ai possessori di tessera. Nel piano si sperimenteranno delle isole ecologiche itineranti potenziando parallelamente il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti.

Ultimo ma non ultimo step su cui si regge il piano industriale è il nuovo sistema impiantistico: a Scarpino è previsto un trattamento meccanico biologico da 100 mila tonnellate all'anno e un biodigestore, per trattare l'organico, da 60 mila tonnellate.

Ai blocchi di partenza l'Amiu e la sua rivoluzione dei rifiuti.


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