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Balneazione in Liguria, solo il 10% sono spiagge libere

Pubblicato il 2 / 7 / 2018

Genova. 10%. Di cosa? Di spiagge libere sul litorale ligure. Se ci spostiamo in Spagna o in Francia il litorale destinato a spiagge libere o attrezzate raggiunge l'80%.

Arriva così la denuncia di Adiconsum, l'Associazione Difesa Consumatori e Ambiente, attraverso l'intervento di Stefano Salvetti, presidente regionale, che sottolinea come il litorale genovese sia in mano ai privati, a levante solo il 10% è pubblico, va un po' meglio a ponente.

Altro monito riguarda i bagnini, solo otto in tutta Genova, questo, tradotto in fatti, significa semplicemente che sono pochi, troppo pochi, i controlli sulla balneazione, ne è esempio Pegli dove, nonostante i cartelli di divieto, sono tutti in acqua a farsi un bel bagno.

Un bel tuffo al mare a costo zero, possiamo dirlo, è quasi un lusso nella città dei marinai, e per godersi qualche ora di meritato relax non resta che andare, portafoglio permettendo, in uno stabilimento privato, in alternativa se no su qualche scoglio libero, ma non proprio comodo.

“Il mare deve essere per tutti, ma non è così” - dichiara Stefano Salvetti di Adiconsum, che citando un documento del Consiglio di Stato datato 1976 sottolinea che le concessioni ai privati sono troppe: "Siamo amareggiati perché il Comune, quando c’era ancora la giunta Doria, aveva approvato il Proud, il piano di attuazione della legge regionale del 2008 che prevedeva il rispetto del limite minimo di spiagge libere o libere attrezzate del 40% sul totale. Nel piano – aggiunge Salvetti - era inserito anche il recupero di alcune spiagge di corso Italia, ma il piano si è arenato e non si riesce a sbloccare” - chiosa il presidente regionale di Adiconsum.

Che le spiagge libere siano un diritto, siamo tutti d'accordo, che sia un dovere de-privatizzarne alcune, probabilmente no.


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