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Luna Park a Genova, i giostrai in piazza contro il trasferimento

Pubblicato il 4 / 7 / 2018

GENOVA – Quale sarà il futuro del luna park più grande d’Europa, sfrattato (a pochi mesi dall’inaugurazione) da piazzale Kennedy senza una valida – e certa – alternativa? L’incontro a cui hanno partecipato il Sindaco Marco Bucci e l’assessore al Turismo, Commercio e Artigianato Paola Bordilli, non ha fornito risposte chiare in merito. Le famiglie dei lavoratori del Luna Park della Foce, sempre più preoccupate e irritate per la situazione, scenderanno presto in piazza con una raccolta firme, per chiedere ai cittadini di non far scomparire in questo modo un pezzo di storia genovese.

La riunione non ha fatto altro che indisporre ulteriormente i quattrocento lavoratori del Luna Park, con il Sindaco Bucci che non è stato in grado di fornire risposte certe sulla data di partenza dei lavori di demolizione dell’ex Nira. «Non ci arrendiamo così, scenderemo in piazza – tuona Ferdinando Uga, presidente interregionale per la Liguria e la Lombardia di Anesv-Agis, l’associazione più antica che rappresenta gli esercenti dello spettacolo viaggiante – con una raccolta firme, per chiedere una mano ai cittadini genovesi». Da cent’anni, la struttura mobile più grande d’Europa rappresenta «lavoro, cultura e divertimento – prosegue Uga –. È un pezzo di storia genovese, che dà lavoro a oltre quattrocento persone. L’incapacità del Sindaco di non riuscire a fissare la data di inizio dei lavori, senza offrire neanche una valida alternativa, è la prova lampante che l’amministrazione stia strumentalizzando il Waterfront per cacciarci dalla nostra sede storica».

Prà e Cornigliano, le due proposte presentate ieri durante l’incontro con il Sindaco e con l’assessore Bordilli, non sembrano adeguate: a Prà non ci sarebbe spazio, mentre la zona identificata a Cornigliano necessiterebbe di una bonifica, molto dispendiosa e irrealizzabile in pochi mesi. Tutti i dettagli del trasferimento ancora incerti, avrebbero potuto essere definiti, con calma e precisione, se: «il Comune – continua Uga – avesse rispettato quello che ci è stato comunicato inizialmente, cioè di spostarci entro qualche anno. Non solo ci hanno sfrattato da un giorno all’altro, ma non sono ancora riusciti a fornirci una valida alternativa». Il trasferimento della struttura mobile più grande d’Europa, che anima da cent’anni la Foce con oltre centoventimila presenze, «è una svolta storica per Genova – conclude Uga – e non va presa con questa leggerezza. Rappresentiamo la storia dell’intrattenimento genovese e, soprattutto, il lavoro e i diritti di duecento famiglie».


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