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Tasse non pagate, il Comune spedirÓ 70 mila cartelle

Pubblicato il 26 / 7 / 2018

Genova. Il Comune di Genova spedirà, alla fine dell'anno, 20 mila cartelle agli evasori, o comunque a coloro che non hanno ancora pagato l'Imu.

Le unità, l'anno scorso, erano state 18.737.

50 mila sono invece le contestazioni relative alla Tares, la tassa dei rifiuti, che poi è stata sostituita con la Tari.

Il Comune sta perciò preparando il piano di battaglia per il recupero delle tasse, un'offensiva che, come di consueto, va approcciata in modo cauto e facendo attenzione.

Fanno sapere da Palazzo Tursi che “l'errore può esserci ma la quota di cartelle spedite senza una ragione è davvero molto bassa”.

Gran parte delle cartelle si riferiscono all'anno 2013 e questo, com'è immaginabile, suggerisce cautela.

Il termine di prescrizione è di cinque anni quindi, facendo due conti, quest'anno potrebbe essere l'anno caldo essendo passati proprio cinque anni da quel 2013.

L'Imu, che dal 2014 sfociò nell'abolizione dell'imposta per l'abitazione principale, fu oggetto di tanti e svariati interventi, molti dei quali un po' raffazzonati, che introdussero un passaggio transitorio che aumentò di parecchio il rischio di errore. Proviamo a spiegarci meglio: nei comuni che avevano incrementato l'aliquota statale dello 0.4%, Genova in quel caso l'aveva portata allo 0.58%, si erano chiamati a pagare il 40% della differenza tra le due aliquote.

Per gli addetti al lavoro, gli effetti di quella situazione, rischiano di prodursi oggi. I controlli, per motivi pratici, sono automatizzati e, proprio per questo, non possono scremare completamente la casistica.

Quindi potrebbe essere che, alla fine dei conti, non saranno 70 mila, le cartelle spedite agli “evasori”.


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