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Genova, ad una settimana dal crollo del ponte Morandi

Pubblicato il 21 / 8 / 2018

Genova. Sono passati sette giorni da quella mattina di martedì 14 agosto, quando alle 11:36 il ponte Morandi, il ponte di Brooklyn dei genovesi, crollò, sgretolandosi su se stesso, e portandosi con sé 43 vite umane.

Una tragedia che ha toccato tutti i genovesi ma che è arrivata al cuore dell'Italia intera perché, se ci pensiamo, su quel ponte, o sotto, avremmo potuto esserci tutti, senza distinzione di età, etnia, religione.

Genova, come un leone ferito che non si arrende mai, sta provando a rialzarsi aggrappandosi al suo essere orgoglioso e combattivo ma con il cuore molto generoso, come stanno dimostrando tutti coloro che per giorni hanno lavorato e prestato soccorso senza fermarsi mai. Ma adesso, com'è gusto che sia, bisogna dare delle risposte ai familiari delle vittime, ai feriti e ai genovesi.

La Procura, che ha aperto da subito un fascicolo, vuole fare luce sul rimpallo di responsabilità fra Autostrade per l'Italia, concessionaria di una parte consistente delle arterie autostradali italiane, e il ministero dei Trasporti, controllore che, dopo la stipula della convenzione, ha nella sostanza abdicato al proprio ruolo di vigilanza.

Si è infatti ridotta negli anni l’attività ispettiva ad aspetti sempre più marginali, come la segnaletica o le aree di servizio. Questa progressiva delega delle attività di controllo potrebbe diventare un filone dell’inchiesta, che in prima battuta riguarda le responsabilità sulla manutenzione e la sicurezza.

Tra gli aspetti più rilevanti dei documenti sequestrati c’è anche un grafico sulla salute degli “stralli”, ovvero i tiranti diagonali che reggevano il ponte.

In queste immagini diffuse dalla Guardia di Finanza si può vedere il momento del crollo del ponte Morandi ripreso dalle telecamere di sorveglianza nella zona sottostante il viadotto.

Ieri intanto è andato in scena il blitz delle forze dell'ordine che si sono presentate nella sede genovese del Provveditorato alle opere pubbliche del capoluogo ligure e al Politecnico di Milano, per acquisire tutta la documentazione riguardante il progetto di ristrutturazione dell’infrastruttura e i collegati dossier dell’Università.

Perché Genova piange ma non non si arrende.


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