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Crollo ponte Morandi, Cozzi: "A rischio anche il moncone ovest"

Pubblicato il 23 / 8 / 2018

Genova. Piede sull'acceleratore da parte della Procura che sta indagando sul crollo del ponte Morandi. La svolta potrebbe arrivare già nei prossimi giorni e si diramerà in due fasi.

La Procura di Genova è intenzionata a chiedere di fissare un incidente probatorio per dare il via libera alle analisi sulle macerie. I riscontri avranno così valore di prova nel futuro processo sul crollo del viadotto.

Proprio in queste ore il procuratore Francesco Cozzi ha smentito la notizia che era trapelata sugli avvisi di garanzia, avvisando che per adesso non è stato mandato nessun avviso di garanzia.

Durante la conferenza stampa di questa mattina Cozzi ha però centrato l'attenzione sulla pericolosità di quel che resta del ponte Morandi: “È stato accertato uno stato severo di degrado anche del moncone del lato ovest di ponte Morandi. Lo stato di degrado non c’entra con il crollo ma è quello che aveva anche la struttura anche prima del cedimento” - ha spiegato il procuratore.

Questa notte intanto sono stati avvertiti nuovi scricchiolii da quel che resta del viadotto. Intorno alla mezzanotte di ieri sono intervenute le volanti dei carabinieri perché si temeva un cedimento improvviso.

Ieri intanto la guardia di finanza ha effettuato perquisizioni nella sede di Autostrade di Genova, Firenze e Roma.

Nel frattempo la zona rossa, quella sottostante il moncone est, che potrebbe crollare da un momento all'altro, è diventata inaccessibile anche agli addetti al lavoro. È stato rimosso infatti il punto di presidio dei vigili del fuoco e della protezione civile, troppo rischioso anche per loro continuare a rimanere in quella zona ad alta pericolosità.

Che quella parte del ponte debba essere abbattuta è oramai assodato, adesso bisogna solo capire quando e come.

Intanto, l'ad di Fincantieri Giuseppe Bono, in visita allo stabilimento di Ansaldo Energia, ha espresso il proprio “ok” alla ricostruzione del ponte da parte di Fincantieri.

“Fincantieri è in grado di ricostruirlo il ponte, ma nessuno per il momento ce lo ha chiesto. Noi abbiamo tutte le capacità e le conoscenze per costruire un'opera di questo genere, ne stiamo costruendo quattro in Belgio” - ha dichiarato Giuseppe Bono.

Perché se da una parte c'è da pensare al presente, dall'altra è importante ridare un futuro a Genova, anche dal punto di vista della viabilità.


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