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Inchiesta crollo Morandi, "nessuno sapeva chi dovesse controllare il ponte"

Pubblicato il 22 / 10 / 2018

Genova. Alla soglia dei 70 giorni dal crollo di ponte Morandi, sul fronte indagini qualcosa bolle in pentola. Potrebbe essere un cavo tranciato di netto all'interno di un tirante corroso a far luce sull'inchiesta genovese. Il reperto, trovato sotto la supervisione del procuratore incaricato di Genova Francesco Cozzi, è stato inviato in Svizzera per ulteriori accertamenti. Il deterioramento di parte del viadotto, da quanto si apprende, era noto agli addetti al lavoro, adesso ci sarà da capire a chi aspettava il compito di manutenere la struttura.

Dalla Procura di Genova fanno sapere che in questa fase sta andando in scena un rimpallo di responsabilità non da poco, il procuratore capo lamenta in questi giorni la difficoltà a capire quali sono le effettive competenze. È molto arduo andare a vedere cosa fa l'organo di vigilanza, appunto il ministero - dice il capo della Procura -. Ciascuno degli interrogati finora ha addossato le responsabilità su altri". Tanto che Giovanni Proietti, attuale direttore della Divisione Quattro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma fino allo scorso 23 marzo capo della Vigilanza. in questa fase del rimpallo, ha ripetuto: "Se i progetti sono per importo superiore ai 50milioni di euro spetta al Consiglio dei Lavori Pubblici esaminarli; se, invece, sono inferiori, come in questo caso, la competenza è del Comitato Tecnico nominato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche. I miei compiti sono altri".

A chiamare in causa Proietti è stato proprio il suo collega Bruno Santoro, anch'esso indagato e attuale direttore della Vigilanza del Mit, ma arrivato in questa Divisione dopo il 23 marzo, successivamente a Proietti. Il pm Terrile ha inserito nella lista degli indagati Proietti subito dopo l'interrogatorio con lo stesso Santoro. Uno scambio di accuse che potrebbe aprire una nuova e decisiva pista.

Ma arriva disarmante la dichiarazione dei pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno:“All'interno del ministero dei Trasporti ancora non è chiaro a chi spettasse eseguire i controlli”.

Sul fronte legislativo intanto arriva al fotofinish il Decreto Genova che da domani inizierà il suo cammino prima alla Camera e poi al Senato, per diventare a tutti gli effetti legge.

Uno stravolgimento che sulla scia dei 600 emendamenti dovrebbe dare risposte positive alle richieste degli enti locali.


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