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Morandi: la procura ascolterÓ Di Pietro e Delrio

Pubblicato il 3 / 12 / 2018

Genova. La procura di Genova ha deciso di sentire come persone informate dei fatti, nell'ambito dell'inchiesta sul crollo di ponte Morandi, gli ex ministri delle Infrastrutture Graziano Delrio e Antonio Di Pietro. La scelta della procura di puntare su un livello politico per fare chiarezza sulle responsabilità del crollo arriva dopo aver sentito un centinaio di testimoni e interrogato i pochi indagati disposti a rispondere. Delrio verrà sentito il 19 dicembre, Di Pietro il 21. Delrio è il predecessore del ministro Toninelli.

Con Delrio al dicastero delle Infrastrutture si è compiuto il lungo iter per la ristrutturazione del viadotto, approvato e mai avvenuto. Di Pietro è stato ministro dal 2006 al 2008, con lui venne siglata la convenzione con Autostrade per l'Italia. In più occasioni l'ex pm ha detto: "È vero che c'è una responsabilità da parte di Autostrade sull'omessa manutenzione, ma è anche vero che c' è un omesso controllo da parte del ministero". 

Nell'indagine ci sono 21 indagati (manager di Aspi, Spea e dirigenti del ministero) e due società per responsabilità oggettiva (Aspi e Spea). Dei 21 indagati tre hanno risposto alle domande e uno, l'ad di Austostrade Giovanni Castellucci, ha consegnato una memoria, gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Gli unici a parlare sono stati il direttore della prima divisione generale del ministero delle Infrastrutture, Bruno Santoro, il dirigente della quarta divisione, Giovanni Proietti e Mario Bergamo, ex direttore delle manutenzioni di Aspi.


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