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Inchiesta crollo ponte Morandi, Lupi potrebbe essere ascoltato tra il 24 e il 26 gennaio

Pubblicato il 7 / 1 / 2019

Dopo Di Pietro e Delrio, sarà la volta di Maurizio Lupi. L'ex ministro alle Infrastrutture del governo Letta, dall'aprile 2013 al marzo 2015, è stato convocato dalla Procura di Genova “come persona informata sui fatti”. Per far luce su quanto accaduto il 14 agosto scorso, quando il ponte Morandi si sgretolò su se stesso portandosi via 43 vite umane, i pm Massimo Terrile e Walter Cotugno vogliono sentire anche la voce di Lupi.

L'interrogatorio, per quanto è possibile sapere, potrebbe andare in scena tra il 24 e il 26 gennaio.

La convenzione di cui già Di Pietro aveva accennato un po' stizzito ai giornalisti uscito dal palazzo di giustizia di Genova, è quella ottenuta nel 2007, con la quale rete autostradale italiana passa dall'Anas ad Autostrade per l'Italia. Si tratta di un documento importante che i finanzieri del Primo Gruppo avevano sequestrato nei mesi scorsi presso gli uffici del Mit a Roma.

La convenzione al centro dell'interesse in queste ore è stata firmata tra l'amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, indagato per il crollo insieme ad altre 22 persone, e il legale rappresentante di Anas Pietro Ciucci.

Come aveva dichiarato Di Pietro durante l'interrogatorio avvenuto il dicembre scorso, “sul crollo vi sono anche responsabilità politiche, istituzionali e personali”.

L'attenzione della Procura è incentrata sui rapporti tra Autostrade e Mit, e proprio per questo motivo il 21 dicembre era stato ascoltato anche Graziano Delrio .

Sul fronte demolizione intanto le cinque società dell'Ati ribadiscono “di essere in grado di rispettare i tempi della demolizione, pronti a dare la massima disponibilità a venire incontro alle esigenze del commissario e dei costruttori”.

Le aziende impegnate a demolire quel che resta del viadotto hanno nuovamente sottolineato di essere pronte a lavorare tutti i giorni, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ove ovviamente, questo fosse applicabile.


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