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La Liguria chiede al Governo di continuare con le grandi opere

Pubblicato il 14 / 1 / 2019

Se fossimo all'interno di un rettangolo da gioco, magari in uno di quegli stadi di calcio “passionali”, definiamoli così, dove l'atmosfera si surriscalda facilmente, potremmo intonarlo così il monito della Liguria al governo: “un solo grido, il nostro allarme, sbloccate le opere”.

È questa infatti la richiesta di imprenditori, associazioni, industriali e sindacati: lo sblocco delle opere nella nostra regione per far ripartire la Liguria, mantenere e aumentare i posti di lavoro, insomma, in una parola, rilanciarla.

La richiesta, che suona quasi come un grido di dolore, ha come obiettivo quello di provare a far sbloccare le numerose infrastrutture che attendono da anni la conclusione, necessarie alla Liguria per uscire dall'isolamento e permettere al territorio un nuovo sviluppo economico.

L'emergenza “grandi opere” si è fatta più viva e sentita soprattutto dopo il crollo di ponte Morandi dello scorso 14 agosto. A cinque mesi esatti, nonostante le modifiche in corsa che hanno certamente migliorato la viabilità cittadina, la richiesta è diventata ancora più urgente. Il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ricorda che per quanto riguarda i collegamenti ferroviari le due priorità, il raddoppio a Ponente e l'anticipo del lotto tra Tortona e Milano come prosecuzione del Terzo Valico, si stanno portando avanti.

La manifestazione di sabato a Torino, “Sì al Tav”, che ha visto tra i tanti esponenti politici, nonostante tutti abbiano sottolineato che non fosse una manifestazione politica, la partecipazione del governatore della Liguria Giovanni Toti, è un segnale al Movimento 5 Stelle che sul tema grandi opere c'è una parte dell'Italia che ne teme il blocco. Se da una parte Toti non si è stupito della presenza della Lega a Torino, dall'altra il presidente della Liguria annuncia il suo appoggio ad un possibile referendum sul Tav, perché, come ha sottolineato sabato, “non si vuole un paese di grandi opere incompiute”.

A premere per l’apertura di nuovi collegamenti è anche il mondo dello shipping che ruota attorno al sistema portuale ligure che chiede al governo di puntare sulle nuove infrastrutture se non si vuole rischiare di far “morire” un porto fondamentale per il Mediterraneo come quello di Genova.

Insomma, saranno numerosi le parti che il governo dovrà ascoltare.


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