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Ferrero si scusa con i genovesi

Pubblicato il 14 / 1 / 2019

"Una finale all'Olimpico sarebbe un bel premio per tutto il culo che mi sto a fa' in sta ca..o di città". Queste le dichiarazioni del presidente della Sampdoria Massimo Ferrero al termine di Sampdoria-Milan di Coppa Italia, andata in scena sabato sera al Ferraris, e terminata 0-2 a favore dei rossoneri di Gattuso. Parole che hanno fatto molto scalpore sia per il momento che, dal 14 agosto ad oggi, sta vivendo la città, ma soprattutto per ciò che significa la città di Genova per i genovesi. Ferrero si è scusato intervenendo telefonicamente a Primocanale: "A me dispiace sinceramente, e molto, ma dovete credermi che sono stato frainteso, non era lontanamente nelle mie intenzioni definire in quel modo Genova  dando alla frase un senso dispregiativo. L’ho usato ne più ne meno col significato che voi solitamente  attribuite alla parola “belin”, se mi permettete direi quasi in modo amorevole, per me “c…” era una licenza poetica ma chiedo scusa con serenità. Semplicemente la delusione era tanta perché il mio sogno era quello di riportare Genova e la Sampdoria ad una finale di coppa Italia, l’ho detto perché sono umano ed ero arrabbiato sul momento, detto questo Vi chiedo comunque scusa perché mi rendo conto che la frase, per tutto ciò  che sta vivendo la città e se decontestualizzata, è stata fuori luogo e vorrei davvero non averla pronunciata".

Non si placano tuttavia le polemiche, sia dagli organi del tifo organizzato blucerchiato, che sui social, da tifosi di ogni fede, che prima che supporter sono genovesi. Il messaggio condiviso dalla maggior parte dei tifosi è quello pubblicato dai vertici della Federclubs nella mattinata di domenica: "In 'sta ca...o di città' e nell' U.C.  Sampdoria non c'è posto per chi non ci rispetta".

 


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