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Ponte Morandi, al via la demolizione

Pubblicato il 7 / 2 / 2019

Genova. È iniziato il conto alla rovescia per la demolizione di quel che resta del viadotto Morandi che il 14 agosto scorso è crollato, sgretolandosi su se stesso e portando via con sé 43 vite.

Come oramai risaputo si inizierà domani, venerdì 8, con la rimozione del moncone 8, sul lato ovest, su quella parte che, a livello giudiziario, desta meno problemi. Per consentire le operazioni la Direzione Mobilità del Comune ha comunicato che “dalle 6 di oggi e sino a cessate esigenze", istituito quindi il divieto di transito veicolare e pedonale in via 30 Giugno. Secondo quanto ha spiegato negli scorsi giorni il sindaco-commissario Bucci, ci vorranno circa 7 ore e mezza per calare da un'altezza di 48 metri la la trave contigua, che per prima sarà tagliata e smontata. L'uso degli esplosivi, per il quale è stata contattata l'azienda specializzata Siag, arriverà solo in un secondo momento. Non si è ancora a conoscenza della data precisa ma la settimana giusta dovrebbe essere l'ultima del mese, dal 20 in poi, salvo imprevisti ovviamente. Nel frattempo, da questo moncone, sono spariti i sensori montati per monitorarne la stabilità e che, collegati a una rete di semafori, regolavano la chiusura e l'apertura delle strade sottostanti. La struttura è risultata stabile.

Per la parte est invece, causa indagini delicate in corso, si è ancora in una situazione di stallo.

La parte est è quella con ancora le due pile in piedi sopra le case e sotto sequestro, non si demolisce prima che siano effettuati i dovuti accertamenti sulla struttura e stilate le opportune perizie. A renderlo noto tutte le parte in causa.

Diversi gli step che andranno seguiti: primo obiettivo, mettere in sicurezza il viadotto, rendere noto ai magistrati il piano di abbattimento della parte interessata (che rispetti le esigenze della giustizia), terzo, anche se i tempi dovessero allungarsi è necessario non pregiudicare il buon esito delle indagini.

Domani è prevista un'udienza nella quale dovrebbe essere consegnata la famosa perizia tradotta dal tedesco all'italiano dai laboratori svizzeri. Se da una parte l'accusa punta sul cedimento degli stralli, ovvero i tiranti del viadotto, dall'altra la difesa (Autostrade e Spea) sottolineano l'intervento determinante di agenti esterni che hanno avuto un ruolo determinante nella tragedia.

Giorni caldi quindi, da un lato l'inchiesta prosegue, dall'altro ha inizio la demolizione vera e propria.


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