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Inchiesta crollo Morandi, sentito testimone chiave

Pubblicato il 18 / 2 / 2019

Genova. Proseguono le indagini della Procura di Genova per capire cos'è successo il 14 agosto scorso, quando alle 11:36 ponte Morandi è crollato, portandosi via 43 persone. L'ammaloramento del viadotto è l'ipotesi più battuta, a dimostrazione di ciò gli stralli analizzati sembrano far emergere un'importante corrosione, figlia della poca manutenzione.

Per Autostrade la spiegazione invece potrebbe essere un'altra: la caduta di una bobina di acciaio dal tir della Mcm Autotrasporti di Alessandria. Il coil, dal peso di 3 tonnellate e mezzo, secondo i consulenti di Aspi , avrebbe centrato la pila 9 come un missile, rompendola, e provocando il crollo.

Per questo motivo, da quanto trapela da Palazzo di Giustizia, in queste ore i pm stanno interrogando testimoni chiave, coloro che in quei minuti si trovavano sul Morandi e sono sopravvissuti al tragico volo. Tra questi spunta il nome del camionista ceco che si è salvato. Da quello che si apprende l'autista della Sped-IT, con sede a Praga, avrebbe assistito al crollo, prima di precipitare nel vuoto per 45 metri, e salvarsi miracolosamente. L'uomo, da quello si sa, avrebbe negato di aver visto la bobina staccarsi dal camion della Mcm davanti a lui, in qualche modo avalando la tesi della magistratura e della Gdf che stanno indagando in tal senso. Il procuratore capo Francesco Cozzi, per vie traverse, ha parlato di uno “sforzo investigativo doveroso ai 43 morti”, da queste parole si evince il volo per Praga del pm e degli investigatori per sentire la testimonianza chiave del camionista ceco. Tra i testimoni chiave anche il vigile del fuoco, salvatosi anch'esso.

La ditta Mcm si è dichiarata da subito estranea all'accaduto negando che la bobina si sia staccata, e sottolineando il sua ruolo di parte lesa nella vicenda.

Sul fronte ricostruzione intanto, il nuovo ponte dell'archistar Renzo Piano potrebbe rischiare di non avere più i 43 lampioni in ricordo delle vittime. La decisione sarebbe stata presa non solo per ragioni tecniche come la necessità di manutenzione più elaborata ma anche per motivi di sicurezza. Per ricordare le 43 vittime, c'è l'ipotesi di un 'memoriale' ai piedi del viadotto.
Per quanto riguarda il Parco urbano che sarà realizzato sotto il ponte, l'ufficio urbanistica del Comune sta collaborando con gli Ordini di ingegneri e architetti per istituire un concorso di idee internazionale che traduca in progetto l'indicazione di creare un grande spazio verde ai piedi del nuovo ponte. Il bando dovrebbe uscire tra marzo e aprile.


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