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Demolizione Morandi: esplosivo per pila 8, esposto in Procura da parte del Comitato Liberi Cittadini di Certosa

Pubblicato il 21 / 2 / 2019

Genova. Si è concluso ieri, alle 18:45, lo smontaggio dell'impalcato tampone 7.

L’impalcato del peso di 850 tonnellate, alleggerito della parte di struttura interferente con il fabbricato Ansaldo, misurava 36 metri di lunghezza e 18 metri di larghezza ed è stato abbassato con precisione a pochi centimetri dal fabbricato dello stabilimento.

Per permettere questa operazione sempre nella giornata di ieri era stata demolita una parte del capannone di Ansaldo che era ubicata sotto il tampone 7 per consentire il calo a terra della trave gerber ed era stato necessario alleggerirlo tramite un ulteriore incavo per evitare che toccasse l'edificio.

“Anche questa volta siamo soddisfatti dell’operazione - ha dichiarato Vittorio Omini, direttore tecnico del cantiere - che è avvenuta nelle modalità e nei tempi previsti grazie all’impegno, alla dedizione e alla professionalità di tutte le maestranze coinvolte”.

Per quanto riguarda la demolizione della pila 8 con esplosivo, saranno utilizzate 300 microcariche di dinamite per far “sbriciolare” il pilone del troncone ovest di ponte Morandi, quello più vicino al torrente Polcevera, mentre alcuni mega-ventilatori “spruzzeranno” acqua per abbattere la dispersione di polveri nell’aria.

Una “no fly zone” e un’area di sicurezza che comporteranno la chiusura temporanea di via 30 Giugno e via Perlasca, mentre corso Perrone dovrebbe rimanere aperta alla circolazione perché si trova a una distanza di sicurezza dalla così detta “red zone”. La decisione è stata presa ieri mattina dalla Commissione esplosivi che si è riunita in prefettura.

Per quanto riguarda il giorno non c'è ancora una data precisa anche se filtra la possibilità che possa essere il 9 marzo, nei prossimi giorni la commissione esplosivi si riunirà per fare il punto della situazione, considerando la delicatezza dell'intervento. È probabile che l'operazione si svolga di sabato, giorno in cui il traffico veicolare è minore.

Sempre nella giornata di ieri intanto il Comitato Liberi Cittadini di Certosa ha presentato in procura un esposto sul potenziale rischio amianto e presenza di polveri nocive, legato al crollo del ponte. È stato chiesta inoltre “la valutazione del rischio” per evitare altre aerodispersioni e dunque l’aggravio di una situazione già di per sé drammatica, dovuta anche all’utilizzo del minerale nelle aree portuali e industriali.


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