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Assunzioni post crollo Morandi, persi 10 mila posti

Pubblicato il 27 / 2 / 2019

Genova. Sono passati quasi sette mesi dal crollo di ponte Morandi, e le ripercussioni su Genova e sulla vita dei suoi cittadini continuano a farsi sentire: le assunzioni da parte delle aziende che hanno sede operativa nel capoluogo ligure hanno subito una brusca frenata. Per rendere l'idea: da agosto a dicembre dell'anno scorso sono scese di 10.066 unità, il 22,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, con una punta di -42,6% ad agosto. Questi sono dati che emergono dal rapporto dell'Osservatorio dei consulenti del lavoro presentato a Palazzo Ducale.

Il dato dell'occupazione è il più pesante accanto ai danni segnalati dalle imprese per 422 milioni. In provincia di Genova complessivamente il 2018 ha registrato 94.974 assunti: 1.902 in meno rispetto al 2017. Al forte aumento dei primi sei mesi dell'anno ha fatto da contrappeso il -42,6% di agosto, seguito dal -14,7% di settembre, -11,5% ottobre, -24,1% novembre e -27,6 a dicembre.

Il crollo del Morandi, insomma, ha pesato in modo consistente sul lavoro a Genova e in altri comuni, segno che il feedback con la città ligure spaventa le aziende.

Nella giornata di ieri intanto è stata testata la caduta dall'alto in vista dell'abbattimento della pila 8 sul lato ovest di ponte Morandi. Le ditte che si stanno occupando della demolizione hanno fatto, sapere, attraverso un comunicato, che al fine di valutare le caratteristiche e le proprietà del terreno su cui insiste l'area di cantiere e per misurare l'intensità delle vibrazioni connesse alle operazioni di demolizione, è stata eseguita una prova di caduta di un blocco di calcestruzzo (New Jersey di guardavia) del peso di circa 5 tonnellate che era stato mobilizzato a partire dall'impalcato della pila 8.

Il blocco, in una vera e propria caduta libera, ha impattato sul suolo e la misurazione delle vibrazioni è stata eseguita utilizzando 5 vibrometri disposti a distanze scalate alla verticale d'impatto.

Successivamente un altro blocco è stato fatto cadere su un "letto stabilizzato" composto da uno strato di materiale inerte sull'area di caduta. Il test è stato effettuato utilizzando un mezzo meccanico posizionato a terra che ha tirato la barriera New Jersey mediante un cavo d'acciaio (lunghezza 60 metri e portata di 10 tonnellate) fino a farla cadere dall'impalcato.

Intanto, Marco Bucci ha fatto sapere che la terza trave, tra la pila 5 e 6, verrà calata il 3 o 4 marzo, mentre per quanto riguarda la pila 8, la sua “esplosione”, ad oggi, è confermata per sabato 9 marzo.


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