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Inchiesta San Martino, esami intestati a morti e malati immaginari

Pubblicato il 6 / 3 / 2019

Genova. Sono stati soprannominati i furbetti degli esami del sangue, nei laboratori dell'ospedale San Martino infatti succedeva un po' di tutto. La Procura sta scoperchiando un campo minato fatto di nuove categorie: i malati immaginari e i morti. Quest'ultimi, come per magia riuscivano ad ottenere esami sanitari senza pagare i ticket.

Come riportano gli inquirenti, in alcuni casi, anche a distanza di un anno dal decesso conquistavano un esame gratis. Tra provette di sangue e urine, nei corridoi del San Martino, è stata scoperta un'altra categoria, quella dei malati immaginari: migliaia di “finti ricoveri” in “finti reparti” con un nuovo trucco escogitato per eludere i controlli del sistema sanitario nazionale; ovvero una marea di nomi fittizi e di identità cancellate subito dopo l'esame.

Si trattava quindi, sentite l'ossimoro, di utenti inesistenti nella realtà che, ipotizzano i Carabinieri del Nas, venivano inventati con uno scopo specifico: mascherare “attività intramoenia” e “provette che ragionevolmente fanno supporre che il campione provenisse da strutture sanitarie esterne”.

Nel laboratori del San Martino insomma si avvantaggiavano amici e parenti, ma non solo, è stata scoperta di una via parallela (e illegale) riservata a medici e infermieri per analisi eseguite “in casa”.

La mole delle persone coinvolte, scoperte analizzando per ora un solo anno, dalla metà 2015 alla metà del 2016, è troppo alta secondo i magistrati: 2.300 indagati, “714 dipendenti responsabili penalmente, di cui 651 in qualità di accettanti (ovvero i pazienti)”. Per gli investigatori questo andazzo,rolex falsi “comportamenti che mostrano totale noncuranza dell’interesse pubblico” e “di inaudita gravità”, era qualcosa di più strutturato.

Per capirci quindi, nulla era lasciato al caso, ma dietro vi era una vera e propria organizzazione.


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