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Firma memorandum Italia-Cina, i risvolti per il porto di Genova

Pubblicato il 25 / 3 / 2019

Genova. Si è conclusa con la firma del tanto discusso memorandum la visita romana del presidente della Repubblica Cinese. Sabato infatti, a Villa Madama, il premier Giuseppe Conte e Xi Jinping hanno siglato l'accordo sul Belt and Road Iniziative, ovvero la più conosciuta Via della seta. 29 accordi commerciali per un valore di circa 2,5 miliardi di euro. Sul piatto interessi economici, commerciali, istituzionali, culturali: da una parte le intese di carattere ministeriale-istituzionale, dall'altra le intese commerciali stipulate fra soggetti privati che secondo il governo potrebbero produrre un volume di affari sui 20 miliardi.

Al centro del memorandum firmato tra Italia e Cina ci sarà anche un po' di Liguria, il porto di Genova infatti, insieme a quello di Trieste, sarà protagonista della via della seta.

Per la città della Lanterna è stata avviata una collaborazione che ha come obiettivo quello di cooperare all'attuazione del Programma straordinario di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto di Genova in seguito al crollo di ponte Morandi. Autorità portuale e CCCC (China Communication Construction Company) - si legge nell'accordo - condivideranno le proprie competenze tecniche, professionali e manageriali a supporto della realizzazione del programma, valutando la possibilità di sviluppare iniziative di cooperazione su progetti specifici, sotto la supervisione del commissario straordinario e in conformità con il quadro legale italiano e comunitario. Il comitato intergovernativo ha quindi riconosciuto "come elemento di meritevole interesse di ambedue i paesi, il progetto della nuova Diga Frangiflutti di Genova".

In tal senso i cinesi potrebbero essere determinanti nel completamento della più monumentale tra le opere in calendario permettendo al porto di porto di ospitare navi più grandi. Questo dei porti è un filone centrale per realizzare la nuova via della seta che si compone di vie ferroviarie e di due vie marittime (nord e sud) che devono invece consentire grandi trasporti a costi ridotti. Obiettivo quindi, infrastrutturare i porti per poter ospitare le cosiddette mega-navi.

Per Marco Bucci il memorandum ital-cinese è una grande opportunità, e dopo l'ok del primo cittadino è arrivato anche quello di Confindustria che ha detto di credere alla nuova via della seta.


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