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Pubblicato il 16 / 5 / 2019

Genova. “Questa vita non è più vita”. No, non è il titolo di un film, ma solo l'urlo di rabbia e disperazione degli abitanti, dei commercianti, dei ristoratori del centro storico genovese. Gli stretti vicoli, più conosciuti come caruggi, si sono trasformati in veri e propri luoghi della malavita, con sentinelle a fare da guardia e avvisare tempestivamente i pusher, qualora si avvicinino poliziotti o carabinieri. E ancora, gruppi di ubriachi, tossicodipendenti che molestano i passanti e non perdono occasione per commettere furti e aggressioni anche in pieno giorno. Una “Gomorra” tutta genovese che ha spinto 300 persone a firmare un esposto e a presentarlo in Procura per segnalare tutti i luoghi della malavita. Un esposto dettagliato, pieno di date e nomi, che descrive minuziosamente quanto sta accadendo nelle zone della Maddalena, tra piazza delle Vigne e piazza San Sepolcro, vico Mele e via San Luca. Tra le maggiori firme quelle di residenti della zona e di commercianti, oramai esasperati da anni di criminalità che espongono alla Procura con attenzione e precisione: il tale orario in tale vicolo, cosa accade e come si sviluppa l'accaduto.

“Si assiste ormai quotidianamente ad atti di violenza”, fanno sapere i residenti, addirittura forniscono una media degli episodi: quattro risse pericolose, che hanno cioè messo a rischio l’incolumità di passanti e residenti, solo nell’ultimo mese. “Da un mese a questa parte, spiegano i firmatari dell’esposto - la basilica delle Vigne è diventata ritrovo fisso di tossicodipendenti e alcolisti che molestano i passanti e i turisti e urinano sui gradini” e, se redarguiti mitemente, da abitanti o negozianti «minacciano con gesti di "ti taglio la gola" o "segno della croce", come abbiamo denunciato telefonicamente al 112”, sottolineano.

La richiesta, inviata alla Procura, al sindaco Marco Bucci, al prefetto e anche al ministro degli Interni Matteo Salvini, è chiara: “Non vogliamo una militarizzazione dei vicoli - dicono - ma chiediamo uno sforzo almeno uguale al nostro, perché ci sentiamo soli e abbiamo paura. E si stanno spaventando i turisti. Non basta un blitz ogni tanto per smantellare un tessuto malavitoso che qui, di fatto, ha sostituito le istituzioni”, spiegano residenti e commercianti. Quello che chiedono è un impegno a lungo termine perché il centro storico di Genova non può essere gestito e presidiato dalla criminalità.


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