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Demolizione Morandi, esplosione anticipata alle 9: amianto e afa gli osservati speciali

Pubblicato il 25 / 6 / 2019

Genova. Sarà anticipata di un'ora la demolizione delle pile 10 e 11 di ponte Morandi, non più quindi alle 10 del mattino, bensì alle 9. Diverse le motivazioni, tra queste sicuramente 60 minuti di vantaggio sull'operazione dinamite: “avremo un’ora di tempo in più per effettuare i monitoraggi dell’aria e avere un numero maggiore di dati per consentire il rientro, la valutazione sarà fatta 12 ore dopo l’esplosione, intorno alle 21”, ha spiegato il sindaco e commissario Marco Bucci. Occhi puntati, come si sottolinea oramai da giorni, sull'amianto. Solo quando le centraline diranno che non ci sono più rischi per la salute, gli oltre tremila evacuati potranno fare rientro nelle proprie abitazioni. Allarme rosso anche per il caldo, le temperature potrebbero superare i 35 gradi, quella di venerdì non si preannuncia una giornata facile soprattutto per i numerosi anziani costretti ad allontanarsi da casa. Nulla però, sembra far desistere dall'ora X, quella in cui ciò che resta del viadotto Morandi scomparirà, in una manciata di secondi. Nella giornata di ieri, come previsto, sono arrivati sia il detonatore che la dinamite. I tecnici incaricati dell'esplosione avranno a disposizione tre giornate intere per compiere le prove necessarie in vista di venerdì, mentre per quanto riguarda la dinamite, verrà messa direttamente nei fori scavati apposta in quel che resta del Morandi. Nella giornata odierna i periti nominati dal giudice Angela Nutini, i consulenti dei 71 indagati nell’inchiesta per il crollo e quelli della Procura andranno per l’ultima volta in cantiere a effettuare il sopralluogo prima dell’esplosione. Gli stralli dipinti, i i tiranti delle pile 10 e e 11, saranno poi esaminati dopo l'esplosione, per questo colorati, per essere riconosciuti.

Dalla Fincantieri di Castellamare di Stabia è in arrivo al porto di Genova il primo pezzo del nuovo ponte. “Ma il trasporto delle parti di impalcato al cantiere ovest sarà venerdì, due ore dopo l’esplosione, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini”, ha fatto sapere Bucci.

Nel frattempo quest'oggi, sotto gli occhi del ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Danilo Toninelli, sorgerà la prima pila del nuovo ponte. Ma sarà solo il primo atto di un’operazione più complessa, che procederà in parallelo, con una sequenza analoga per ciascuna delle diciotto pile del nuovo viadotto. Il sindaco intanto non vuol sentire parlare di ripartenza, ma solo di accelerazione, per far correre Genova verso il futuro, il più velocemente possibile.


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