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Genoa Sassuolo Analisi

Pubblicato il 6 / 2 / 2017

Ed ora occorre guardarsi alle spalle
Il cilindro che tradizionalmente Preziosi espone a fine campagna rafforzamento per ora quest ' anno non ha prodotto ilo classico coniglio.
Squadra vecchia e con un centrocampo che dimostra di essere il reparto piu' malandato. Prova ne sia che la difesa subisce molto di più in quanto non coperta.
Si ha la conferma che la partenza piu' incolmabile non sia quella di Pavoletti ma di Rincon, seduto in panchina alla Juve. Cataldi non è ne carne ne pesce, non contrastando e non rubando palloni, Hillemark non ha la personalità del campione.
Ai loro lati un Edenilson in discesa, a destra, un Laxalt che, esaurita la benzina a causa di un acceleratore pigiato a tavoletta per due anni, ora passeggia in seconda fila.
Se prima era una squadra poco tecnica, ora e poco muscolare.
Palladino davanti e Pandev, a destra, a supporto di Simeone garantiscono maggior classe, ma nessuno dei due è andato sul fondo a crossare, con Lazovic, esperto in questa tecnica, solo a scaldarsi a bordo campo ,ma mai entrato.
C' è anche una buona dose di episodicità nella sconfitta: una punizione discutibile per un intervento di Brurdisso, una esecuzione allungata dalla tramontana e deviata dalla difesa rossoblu con un assist che, se voluto sarebbe stato chirurgico, per Pellegrini che solo ,solo mette in rete.
Poi una reazione rossoblu nella ripresa che porta ad una traversa, ma un Sassuolo che nel primo tempo letteralmente si fagocita il raddoppio quanto meno con l'occasione di Matri, che sembrerebbe paradossalmente scrupoloso di non affossare la sua ex squadra.
Una serie impressionante di sconfitte , inframezzate dal pareggio si rigore di Firenze , a questo punto non sono un caso.
Juric ha visto qualcosa di buono. Ma la presenza di Ballardini in tribuna a seguire il malato al capezzale è un segnale inquietante.
 


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