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Assessore mai sui cinghiali catturati

Pubblicato il 27 / 8 / 2019

 "In nessuna occasione si possono rimettere in natura i cinghiali catturati. Non darò mai più importanza alla vita di un cinghiale rispetto a quella di un uomo, o rispetto al lavoro di un’azienda agricola”. Così interviene l’assessore alla caccia, Stefano Mai, sulla possibilità di rilascio in natura dei cinghiali catturati sollevata da una comunicazione dell'Enpa di Savona.

“A chi cita a sproposito le leggi nazionali  157/1992 e  221/2015 - continua l'assessore - ribadisco che la situazione è chiara. Non solo esistono le leggi, ma ci sono indicazioni molto chiare di Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che dipende dal Ministero dell’Ambiente, che vietano qualsiasi rilascio di cinghiali in natura". Così, infatti, scrive Ispra in una comunicazione a Regione Liguria del 20 luglio 2016, a seguito di una richiesta di parere avanzata dopo le modifiche che nel 2015, con la legge  221/2015, furono apportate alla legge  157/1992: "Secondo quanto riportato nelle linee guida per l’immissione di specie faunistiche... protette da questo Istituto, con il termine “immissione” si deve intendere il trasferimento e il rilascio, intenzionale o accidentale, di una specie in natura. Un’immissione intenzionale è indicata con il termine "traslocazione". Pertanto, la cattura di cinghiali a vita libera (anche in casi in cui gli individui frequentino aree antropizzate/urbanizzate) ed il loro successivo rilascio in natura, ovvero in qualunque ambito privo di recinzioni che ne permettano un’efficace contenimento e ne limitino la libera circolazione sul territorio, rappresenta un’immissione e come tale – alla luce della normativa sopra richiamata – si ritiene che vada esclusa in ogni contesto ambientale".
“Quindi si parla di una situazione ben chiarita – puntualizza ancora l’Assessore Mai – Suggerisco a Enpa Savona di attenersi alla normativa vigente prima di intervenire con comunicazioni fuorvianti che possono indurre in errore i cittadini. L’operato di Regione Liguria è stato ed è nel pieno rispetto delle leggi. Oggi un cinghiale catturato, o viene portato in una struttura recintata che ne permette il contenimento, o deve essere abbattuto”.


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