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San Martino, clochard muore carbonizzata

Pubblicato il 21 / 2 / 2017

Ha provato a gridare aiuto ma non è stata soccorsa. Così una donna è rimasta carbonizzata tra le mura di un edificio abbandonato sulle alture di San Martino a Genova, in Via Bedinotti nell'ex Istituto Belimbau. Il rudere, disperso nel bosco ma a pochi metri dall'ospedale San Martino è ormai divenuto un rifugio abituale per persone senza fissa dimora. Probabilmente la donna, un'italiana di circa 50 anni, aveva acceso un fuoco per riscaldarsi. Qualcosa è andato storto e le fiamme si sono rapidamente propagate nell'intero edificio. A lanciare l'allarme alcuni abitanti della zona che vedendo in lontananza un incendio hanno immediatamente avvisato i vigili del fuoco. Dopo circa due ore le forze anticendio hanno domato le fiamme e qui la macabra scoperta. Una donna è stata ritrovata carbonizzata, la vittima è stata poi identificata dalla polizia scientifica. Secondo le prime ricostruzioni la donna rimasta intrappolata tra le fiamme era sofferente da tempo, tanto che secondo i racconti non usciva dal rudere da alcuni giorni. L'intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine si è rivelato fondamentale per trarre in salvo un altro uomo, un 50enne italiano ormai ridotto in povertà. La polizia ha infine identificato un terzo uomo, senza fissa dimora anch'egli, che viveva con gli altri nell'edificio. Era sopraggiunto sul posto proprio poco dopo lo spegnimento del rogo. Quello che sembrava un buon rifugio per ripararsi dal freddo e dalle intemperie si è trasformato in poco tempo in una trappola mortale. A 50 anni perde la vita carbonizzata, in uno dei modi più atroci possibili, abbandonata nella povertà e ascoltata da nessuno.

Alessandro Bacci


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