Il patto per Genova a rischio dopo le dimissioni di Renzi

Sono trascorsi poco più di 10 giorni dall'arrivo del premier Matteo Renzi nel capoluogo ligure per la firma del patto per Genova. Un documento che sanciva un investimento di 110 milioni di euro da parte del governo dei confronti di Genova per risolvere alcune criticità. Con questo patto il governo si impegnava a finanziare e quindi a dare una netta accellerata agli interventi di primaria importanza per il capoluogo ligure. Dal Blueprint agli Erzelli, dalle nuove infrastrutture alla messa in sicurezza dei rivi e dei torrenti, dal problema dei mezzi pubblici al turismo. Insomma una manovra che avrebbe dato una notevole spinta verso la ripresa della nostra città. Il risultato del referendum, con conseguenti dimissioni del premier, però, rischia di cambiare le carte in tavola. Tutto deve essere sancito dalla legge di Stabilità: in sostanza, se l’impegno non venisse confermato a causa delle dimissioni di chi lo ha firmato per conto dello Stato, ossia Matteo Renzi, il patto rischierebbe di diventare carta straccia. Dopo le parole del premier gli interventi per Genova sembravano ormai a portata di mano. Adesso tutte le forze politiche dovranno portare avanti questa battaglia in fase di approvazione della legge di stabilità. In attesa di capire quale sarà il futuro dell'Italia e del governo, cresce l'apprensione per Genova tornata nuovamente a sperare in una manovra d'importanza vitale pe ril proprio futuro.

Alessandro Bacci



Pubblicato il 7 / 12 / 2016