Genova, attentato in porto. Ma una simulazione

Un attentato al porto di Genova. Fortunatamente si è trattato solo di una simulazione. L'esercitazione si è svolta in tre diversi contesti operativi: a Roma in una stazione metropoolitana, a Bologna nel parcheggio sotterraneo della stazione ferroviaria dell'alta velocità e nel capoluogo ligure nella zona degli imbarchi portuali. All'operazione hanno partecipato le unità di primo intervento antiterrorismo della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, in scenari operativi complessi e differenziati. Dopo l'attentato di Barcellona il ministero dell'Interno ha predisposto l'intensificazione dell'attività di prevenzione in sinergia operativa tra le forze di Polizia. A Genova i primi effetti erano emersi nei giorni scorsi, quando è stato effettuato un controllo a tappeto tra la fitta rete di cunicoli, gallerie e pozzi che si snodano sotto le strade e i palazzi del centro cittadino per una mappatura a fini antiterroristici. L’esercitazione avvenuta a Genova, ha simulato un attentato terroristico nella zona degli imbarchi passeggeri e aveva come obiettivo quello di testare la capacità e velocità di reazione ad una notizia di attentato, e la sinergia operativa tra le Unità di primo intervento delle due forze di polizia. Le forze dell'ordine fanno sapere che la simulazione ha avuto esito positivo. L'operazione è stata resa il più fedele possibile alla realtà, con tanto di finti terroristi prontamente arrestati dalle unità operative. Un'esercitazione che dimostra come Genova sia una delle città osservate speciali come possibile bersaglio del terrorismo internazionale.

Alessandro Bacci



Pubblicato il 15 / 9 / 2017