Tari, le associazioni contro il Comune "calcolo gonfiato"

Le tasse? Un vero e proprio incubo per i genovesi. Come emerge nell'ultimo rapporto dell'osservatorio tariffe della Liguria su rifiuti urbani e servizio idrico, negli ultimi 5 anni si sono registrati rincari sulle tariffe di acqua e rifiuti rispettivamente di quasi il 60% e il 40%. Il dato più ecclatante, però, riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti. Un ristorante a Genova, per esempio, sarà costretto a pagare circa 7930 euro contro i 5000 della media nazionale. Nel capoluogo ligure si spende dunque quasi il 60% in più rispetto alla media italiana, un dato peggiore si registra solo a Venezia, Napoli e Roma. Per questo le associazioni dei consumatori hanno chiesto un incontro urgente con l'assessore al bilancio Pietro Piciocchi per rivedere il calcolo della tari per i genovesi. In particolare le associazioni chiedono di fare chiarezza sul calcolo della parte variabile della tassa per le utenze domestiche. Il caso, è nato dalla risposta a un’interrogazione presentata da un deputato del M5S: era emerso, infatti, che per gli immobili di pertinenza delle abitazioni, come box e cantine, la parte variabile della Tari va calcolata una sola volta, sommando la superficie dell’abitazione a quella della pertinenza, mentre molti Comuni la calcolano più volte, moltiplicandola per ogni pertinenza. Questo di fatto porta ad avere un valore complessivo più alto e quindi a pagare una tassa più elevata. Secca la risposta dell'assessore Piciocchi: "il Ministero dell’Economia non ha mai contestato il regolamento della Tari adottato dal Comune e neppure le conseguenti delibere di determinazione delle tariffe, confermandone in questo modo la piena legittimità." La battaglia continuerà e anche a Genova, come in molti comuni italiani, il calcolo della Tari ritenuto "gonfiato" dalle associazioni potrebbe portare a rimborsi per i consumatori.



Pubblicato il 22 / 11 / 2017