Il Genoa, i pretoriani di Ballardini

Ora il vero quesito per il futuro è se non sia il caso di commissionare a Ballardini una squadra ideata e formata dallo stesso, anziché affidargli ,com' è ormai consuetudine, una squadra allestita da altri e necessitante di correzioni in corsa.

Per la terza volta il tecnico di Ravenna, infatti, ha migliorato sensbilmente le prestazioni della compagine affidatagli, arrivando , in questo campionato, a traspormare completamente in 13 partite una squadra che nelle prime 12 aveva balbettato.

Ora, una volta archiviata la pratica salvezza, (praticamente ottenuta con un +12 dalla zona calda) arriva anche il bel gioco.

Anche Preziosi si frega le mani.

Ballardini ha riecuperato giocatori parsi spersi.

Soprattuto i suoi pretoriani:

Pandev esce fra una salva impressionante di applausi del pubblico in piedi, che a 34 anni riceve la stima di coloro che lo avevno accolto con scetticismo;

Ballardibni lo ebbe alla Lazio e insistette su di lui nonostante il macedone fosse in netto contrasto con la dirigenza bianco-celeste;

Hillemark , che Ballardini , consocendolo dai tempi di Palermo, ha voluto a tutti i costi e che sta facendo ricredere chi durante la sua prima permananza in rossoblu non credeva in lui.

Attualmente 'è il perno di un centrocampo che 'pressa' a 70 metri dalla propria area e che è il reparto piu' affidabile, dal filtro del quale non arrivano palloni pericolosi per il Perin, neo papa' di Vittoria;

Galabinov, che con le valige pronte a gennaio, è diventato titolare e porta via il posto ad un Lapadula sul quale Preziosi crede ma che ,unico, Ballardini non è ancora riuscito a rivtalizzare.

Tutte plusavalenze.

Ed intanto alla porta d' ingresso in fase di rientro stanno Veloso e Rossi, dal soprannome vagamente onomatopieco: Pepito



Pubblicato il 20 / 2 / 2018

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