Manifestazione 30 giugno, Genova Antifascista e Anpi contro l'assessore Garassino

Genova. La manifestazione del 30 giugno si avvicina ma il clima non è certamente dei migliori. Stefano Garassino, assessore leghista alla Sicurezza del Comune di Genova, non arretra dopo essere finito al centro di una nuova raffica di polemiche e accuse per aver definito "zecche" gli attivisti di Genova Antifascista che qualche notte fa hanno lasciato la loro “firma” su diversi muri della città, da Nervi a Voltri.

Al centro del dibattito il corteo di sabato organizzato da più fronti antifascisti per ricordare la rivolta di Genova del 30 giugno 1960 contro il congresso nazionale dell’Msi. Manifestazione a cui Garassino ha chiesto alla Cgil di escludere Genova Antifascista. 

Ma, da qui, la presa di posizione è compatta contro l’assessore. Dopo la Cgil, è intervenuta l’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) di Genova, che chiama in causa anche il sindaco Marco Bucci, rientrato ieri sera dalla missione di tre giorni a Londra. 

"È ancora una volta sconcertante il silenzio assordante del sindaco Bucci» denuncia l’Anpi, invitando Bucci a «richiamare Garassino". "Visto che non è il primo episodio del genere, mi chiedo se non ci sia il disegno di qualcuno che vuole alzare la tensione - commenta Massimo Bisca, presidente dell’Anpi di Genova - Mi chiedo anche se sia un caso che questo episodio sia avvenuto quando il sindaco non c’era, anche se considero comunque colpevole il suo silenzio. Ma mi colpisce il silenzio del resto della giunta: forse non tutti sono solidali con Garassino...".



Pubblicato il 28 / 6 / 2018