Crollo ponte Morandi, sono passati sei mesi. Cozzi: "ricostruzione ad Aspi inopportuna"

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Genova. Sono passati sei mesi esatti da quanto ponte Morandi è crollato, sgretolandosi su se stesso, e portandosi via 43 vite. In questi mesi si lavora su più fronti, quello dei lavori, dedicati alla demolizione e ricostruzione, e quello giudiziario per capire cos'è successo quel 14 agosto scorso. 

A proposito di inchiesta, il procuratore capo Francesco Cozzi, ha dichiarato: "se Autostrade avesse demolito e ricostruito il ponte sarebbe stato inopportuno, se non forse imbarazzante. Avrebbe potuto farlo, con tutte le cautele del caso, ma per fortuna non è successo". Cozzi ha fatto riferimento al ricorso al Tar presentato da Aspi contro la nomina a commissario del sindaco Bucci e l'assegnazione dei lavori di ricostruzione alla cordata Salini-Fincantieri-Italferr.

"Se ho il sospetto che a casa mia c'è stata una fuga di gas per una qualche responsabilità dell'installatore - ha detto -, se viene lui a risistemarla devo stare con gli occhi ben aperti. Ecco se Autostrade avesse messo mano sul viadotto, i tempi sarebbero diventati ancora più lunghi". "Ripeto - conclude il procuratore - con tutte le cautele del caso avrebbero potuto farlo. Ma con un incidente probatorio in corso, da un lato fai le indagini che riguardano loro e dall'altro lato autorizzi ad andare sul ponte a fare lavori. Per fortuna non è successo: sarebbe stato inopportuno".



Pubblicato il 14 / 2 / 2019

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