Ponte Morandi, tre quintali di esplosivo e quattro secondi per far esplodere le pile 10 e 11

Genova. Un doppio, triplo batter di ciglia e i monconi lato est del Morandi spariranno, dall'esserci al non esserci più in quattro secondi. Tre i quintali di esplosivo e circa duecento le microcariche, questi gli elementi costitutivi che faranno scomparire le pile 10 e 11 di quel che resta del viadotto sul Polcevera. E' oramai definita quindi l'operazione di demolizione che presumibilmente, verso metà giugno, verrà messa in atto. La data, o le date, sono ancora da definire ma quel che par'essere certo è il mese.

Resta ancora da studiare in dettaglio le cosiddette misure di mitigazione, cioè gli accorgimenti che saranno adottati per effettuare l’operazione in assoluta sicurezza, limitando il più possibile la dispersione di polveri. È in quest’ottica che è stato deciso di fare una vera e propria prova generale. Nella cava dismessa dei Camaldoli, viene simulata una delle tecniche principali, ovvero l’uso abbondante di acqua.

Come riporta Il Secolo XIX il progetto prevede di utilizzare delle grandi vasche piene di liquido, che verrà posizionate sul ponte.
Al momento del brillamento della struttura in cemento, una serie di microcariche “attiveranno” anche l’acqua, proiettandola in aria. La prova è stata studiata proprio per anticipare l’effetto di diverse configurazioni per scegliere quella più efficace.

Il test consente di capire meglio come dover agire il giorno fatidico dell'esplosione, saranno presenti, in entrambi i casi, Arpal, Asl e naturalmente i componenti della struttura commissariale.

Il coordinamento sarà della cordata di demolizione, che ha come capofila Omini ed è composta da Fagioli, Ipe progetti e Ireos. Gli esiti confluiranno nella documentazione a supporto della scelta di procedere comunque con l’esplosivo, dopo il rallentamento e la revisione dei progetti innescata dal ritrovamento di particelle d’amianto nel cemento del ponte.

Per quanto riguarda la messa in sicurezza e l'evacuazione degli abitanti limitrofi la zona, non vi sono ancora indicazioni esatte ma le voci che circolano parlano di uno/due giorni di allontanamento preventivo. Prove e precauzioni in atto, a poche settimane dall'esplosione dei monconi del lato est.



Pubblicato il 22 / 5 / 2019

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