Arcelor Mittal: che cosa sta succedendo

La lettara di Mittal è molto chiara entro 30 giorni restituirà ex Ilva. Il nodo cruciale è stato l’eliminazione dello scudo penale dal decreto Salva-Imprese, siglato nel contratto che del  2018 al   passaggio dell'azienda dall'Ilva al gruppo indoeuripeo. La misura dello scudo penale era stata reintrodotta dopo l’abolizione totale nel decreto Crescita. Per ArcelorMittal esistono tutte le condizioni per il recesso e restituire l'azienda ai commissari.  

Se non si troverà un accordo a rischio saranno sia i lavoratori di Taranto sia i lavoratori dello stailimento di Cornigliano. 

Mercoledì 6 novembre la Regione incontrerà i sindacati per concordare le forma di mobilitazione a difesa dei lavoratori. 

La posizione  del governo attraverso  il suo minisitro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli è quella di  tranquilizzare gli anini ma non dispensa di lanciare una frecciata verso i vertici di ArcelorMittal "L'esecutivo non consentirà la chiusura dello stabilimento di Taranto. Garantirà invece la continuità produttiva. Non esiste un diritto di recesso, come strumentalmente scritto da Arcelor Mittal" ha spiegato il ministro dello Sviluppo.

Mercoledì l'incontro tra il governo e i vertici di ArcelorMittal a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte. 

"Noi stiamo chiedendo che venga applicato l'accordo. Quindi il governo tolga dal tavolo qualsiasi alibi sulle questioni penali e allo stesso tempo chiediamo che ArcelorMittal non faccia la furba". Lo dice il segretario generale della Cgil Maurizio Landini dopo il vertice a Palazzo Chigi. "Noi diciamo inoltre che sarebbe utile un ingresso pubblico, che può essere Cdp. Si potrebbero così introdurre nuovi elementi di garanzia per il governo e per ArcelorMittal", aggiunge Landini.

 



Pubblicato il 5 / 11 / 2019