Le "sardine" a Genova

Dopo il successo ottenuto in Piazza Maggiore a Bologna il "movimento", se così possiamo chiamarlo,  delle "sardine" si propone di estendere la prostesa in altre città italiane.

A Genova la data è stata fissata per il 28 novembre dalle 18 alle 22 in Piazza De Ferrari.

“Nessun insulto, nessun simbolo, nessun partito. Portatevi dietro un Pescione di carta da sventolare. Nessuna protesta. Dobbiamo solo essere in tanti”, e quanto si legge tra le informazioni della pagina facebook dell'evento. 

Il phil rouge è la protesta anti-Salvini.

 Ma perché si chiamano sardine  e da dove viene l’idea? Lo spiegano i 4 dieatori,  Santori, Andrea Garreffa, Giulia Trappoloni e Roberto Morotti- che in sei giorni hanno ideato uno slogan («L’Emilia Romagna non abbocca», ma anche «Bologna non si Lega») a sostegno di un simbolo, le sardine, piccoli pesci che si stringono e si spostano in gruppo. Di fronte allo "squalo" Salvini, sempre secondo i 4 ragazzi trentenni,  le sardine rappresentano pesci piccoli e indifesi, che insieme però si muovono compatti e fanno quindi «massa». I partecipanti erano stati invitati a presentarsi in piazza con una sardina, disegnata su cartone. La mobilitazione che  era stata lanciata qualche giorno prima  via Facebook,  a cui sono seguiti volatinaggi e campagne su facebook e tramite gruppi WhatsApp,  ha trasformato la Piazza di Bologna in una grande protesta di massa.



Pubblicato il 17 / 11 / 2019

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