Ponte Morandi: Atlantia era al corrente di un rischio crollo

Proseguono le inchieste per accertare che cosa sia realmente successo quel 14 agosto del 2018 quando una parte del ponte crollò portandosi via la vita di 43 persone e causando un danno immenso a tutta la città. 

La Guardia di Finanza ha sequestrato nella sede di Atlantia un documento che indica, tra il 2014 e il 2016, un «rischio crollo» per il Morandi, mentre dal 2017 la dicitura diventa «rischio perdita stabilità».

Il titolo in Borsa, dopo il ritrovamento del documento, ha perso  il 2,2%, fissando il prezzo a 22 euro.

La sicurezza  del ponte  potrebbe essere stata volutamente  ignorata nonostante il «documento di programmazione del rischio», stilato dall'Ufficio rischio di Autostrade e passato dai vari consigli di amministrazione sia di Aspi che di Atlantia, indicasse un «rischio crollo»

 I dirigenti di Aspi hanno dichiarato ai magistrati che per il viadotto nessun report di Spea (società delegata al monitoraggio della rete autostradale) aveva considerato il pericolo di crollo. 

Anche se ormai pare evidente che i rapporti sui monitoraggi dello stato delle infrastrutture fossero edulcorati per risparmiare sugli interventi di ripristino. 

A cercare di fare un pò di chiarezza potrebbero essere gli indagati che da domani verranno sentiti  in procura. Primo tra tutti l'ex amministratore delegato di Spea, Antonino Galatà. 



Pubblicato il 21 / 11 / 2019

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