Consiglio straordinario Sanit in Regione

Accesa polemica in Regione durante il Consiglio straordinari sulla Sanità al quale non hanno  partecipare il Governatore Giovanni Toti, gli assessori Gimpedrone e Cavo e la Consigliera Lauro.

In un cominicato del M5S si legge: ""Assenti ,  come tante altre volte, Toti, Giampedrone, Cavo e anche Lauro. La maggioranza ha scelto dunque di non presenziare compatta a questo importante Consiglio. E non ci vengano a dire che la loro assenza è dovuta a motivi 'istituzionali. Cosa c’è di più importante della Sanità ligure? Quando anziani, giovani, donne, bambini vengono schiacciati dalla burocrazia e il malgoverno". Scrive Alice Salvatore Capogruppo del M5S.

"Se i cittadini ricevono le cure gli spettano, dobbiamo ringraziare mille volte i medici, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari, tutti i lavoratori che si spendono oltre ogni misura per aiutare".

"In Aula  presenti numerosissimi i lavoratori, le rappresentanze sindacali e le associazioni del comparto sanitario regionale, che hanno fatto interventi puntuali a cui abbiamo il dovere di dare risposte concrete. Un Consiglio straordinario che sta rendendo chiara la volontà della Giunta a trazione leghista di non dare ascolto al cittadino ma di continuare a privatizzare, svuotando la Sanità per motivi esclusivamente economici". Conclude Salvatore

Molto critici anche i lavoratori che hanno cercato di presenziare all'assemblea muniti di nìbaduìiere e fischietti.

"Siamo qui oggi perché vogliamo ascoltare e vogliamo capire- afferma Federico Vesigna, segretario generale Cgil Liguria- la sanità in Liguria è fatta di disagi nelle corsie e di code ai pronto soccorso, nonostante la professionalità del personale pubblico che lavora in strutture sempre più fatiscenti. Le liste d'attesa si allungano e cresce il numero di quelli che vanno a farsi curare fuori regione: la mobilità fuori regione in un solo anno è quasi raddoppiata, passando da 34 a 54 milioni di euro. Ogni giorno i cittadini incontrano una sanità molto diversa da quella che racconta la giunta regionale".

Il lavoratori confermano che non è mai stato convocato, come da loro richiesto, un tavolo di confronto per discutere quello che non va.

Una attenzione particolare al bando per la realizzazione dell'ospedale del ponente agli Erzelli andato deserto. 

 "Dove si andrà a finire è molto chiaro- dice Vesigna- siccome in sanità le privatizzazioni si fanno con i soldi pubblici, il rischio è che per fare gli Erzelli non ci siano più i soldi per fare tutto il resto a partire dalle case della salute". 



Pubblicato il 2 / 12 / 2019

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