Buoni spesa alimentare: quali i criteri di assegnazione?

Il Comune di Genova ha avviato la distribuzione dei buoni alimentari per un valore di 3 milioni di Euro a favore di oltre 12.500 famiglie genovesi. Delle 23.748 domande ricevute, quelle ritenute valide sono 18.500, che corrispondono a un totale di 43mila persone. I fondi attuali consentono di raggiungerne 33mila.

Sono stati distribuiti grazie alla Protezione Civile i primi buoni ad alcune centinaia di famiglie che hanno chiesto, per motivi di salute, di ottenere la consegna al proprio domicilio.

Questa  mattina l'inizio della consegna presso 24 sedi dislocate su tutto il territorio cittadino. Si tratta di biblioteche, scuole, sedi della Polizia Locale, tutte accessibili ai disabili.

I beneficiari

A causa dell'elevato numero di domande pervenute, l'Amministrazione ha valutato l'opportunità di consentire al maggior numero di famiglie genovesi di poter accedere al buono alimentare, definendo le seguenti soglie: per i nuclei composti da una sola persona 100 euro, per due persone 200 euro, per nuclei composti da 3 a 5 persone 300 euro e per nuclei con più di 5 persone 400 euro. Questa scelta permette di sostenere quanto più possibile le famiglie tenuto conto che i fondi stanziati dal Governo non sono sufficienti per dare una adeguata risposta a tutti.

I buoni sono in tagli da 20 e sono validi fino al 31 dicembre 2020, spendibili in tutti gli esercizi commerciali convenzionati, il cui elenco è consultabile sul sito web del Comune.

Questa scelta permette di sostenere quanto più possibile le famiglie genovesi ampliando al massimo la platea dei beneficiari. Il Comune sta raccogliendo ulteriori fondi grazie alle donazioni, che permetteranno di assegnare i bonus alimentari anche ad altre famiglie, che in questo momento non hanno visto soddisfatta la loro richiesta.

La consegna

I cittadini beneficiari riceveranno un avviso via mail o messaggio sul cellulare con l'appuntamento che indicherà la sede – la più vicina all'indirizzo di residenza – e l'ora della consegna. Bisogna arrivare puntuali, perché gli appuntamenti sono scaglionati ogni mezz'ora per evitare assembramenti, e si chiede di portarsi una penna da casa per firmare i moduli. Si può delegare un parente a ritirare i buoni, con la delega in carta libera e l'originale del documento di identità.

Queste le modalità indicate dal Comune in un loro comunicato stampa.

Ma alla ns redazione, da questa mattina, i telefoni sono diventati roventi. Moltissime famiglie ci chiamano per capire con che criterio sono stati assegnati i buoni.  Ne vogliamo segnalare due molto significative. Monica, signora di 65 anni, con patologie certificate, ha sempre fatto  piccoli lavoretti per poter fare la spesa, in questo momento si trova nell'impossibilità di continuare a percepire quei 20 euro al giorno che la facevano sopravvivere. A lei è arrivata una mail dove, senza alcun motivo, venivano negati i buoni spesa.

Analogo il caso di Germana 67 anni, una vita passata nelle cucine di un ristorante, pagata in nero e licenziata 2 anni fa. Anche lei sopravvive con piccoli lavoretti, anche a lei sono stati negati i buoni spesa. 

Queste persone non percepiscono ancora, per età, la pensione sociale. Come potranno sopravvivere? Dovranno contare sul buon cuore dei conoscenti che a turno, già da diversi giorni, fanno loro la spesa? 



Pubblicato il 9 / 4 / 2020

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