Farmaci antivirali anche a chi si cura a domicilio

Aifa, con determina del 17 marzo scorso, ha esteso le indicazioni di alcuni farmaci utilizzati per il trattamento di malattie infiammatorie e delle infezioni virali (clorochina, idrossiclorochina, lopinavir/ritonavir, danuravir/cobicistat, radunavir, ritonavir) al trattamento del Covid 19, anche in ambito domiciliare.

Alisa ha individuato un percorso per ottemperare alle disposizioni contenute nella determina, assicurandone l’accesso attraverso la possibilità di estendere la prescrizione ai medici di medicina generale.

Il Gruppo di coordinamento (Goft) che vede la presenza di infettivologi, farmacisti ed altre figure professionali definisce le indicazioni rivolte ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta per la gestione terapeutica dei pazienti affetti da Covid-19 a domicilio, sulla base delle evidenze scientifiche ed epidemiologiche, definendo gli aspetti organizzativi dei relativi trattamenti farmacologici, assicurando inoltre la programmazione di tutte le attività collegate, quali prescrizione, erogazione e monitoraggio delle terapie erogate in regime di non ospedalizzazione.

L’erogazione di questi farmaci sarà possibile attraverso un duplice canale: le farmacie ospedaliere e le farmacie private che, grazie alla capillare presenza sul territorio, garantiscono un facile accesso alle cure.

Il canale di distribuzione individuato è quello della Distribuzione per conto (DPC) che verrà fatta senza oneri aggiuntivi.

L’8 aprile 2020 sono state approvate dal Gruppo di coordinamento le prime due raccomandazioni: la prima contiene le indicazioni per la prescrizione e l’erogazione del medicinale idrossiclorochina a uso domiciliare, la seconda, riguarda invece le indicazioni per la gestione domiciliare di pazienti con sospetta/confermata infezione Covid-19.

Per assicurare il trattamento a chi ne può beneficiare in questa situazione di emergenza sanitaria e, al contempo, per gestire la contingente carenza di idrossiclorochina, sono state predisposte confezioni singolarizzate che contengono il quantitativo necessario per la terapia. Tale attività è stata realizzata grazie all’ accordo con l’ospedale Policlinico San Martino che ha reso possibile la “singolarizzazione delle pastiglie”: lo schema terapeutico prevede infatti la somministrazione a paziente di 16 pastiglie da assumere in una settimana; attraverso il processo di singolarizzazione, altamente tecnologico, viene garantita la tracciabilità di ogni singola compressa, riconducibile a un codice a barre che permette di abbattere il rischio di spreco.



Pubblicato il 9 / 4 / 2020

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