La pista ciclabile di Corso Italia

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Dopo l'annuncio delle varie piste ciclabili che avrebbero unito il levante al ponente cittadino, il Sindaco Marco Bucci ha fatto realizzare il primo tratto che dalla Foce raggiunge Boccadasse.

Il tratto ciclabile è stato realizzato lato mare di Corso Italia mantenendo i parcheggi delle auto e le fermate dell'autobus. 

La soluzione adottata in molta fretta, non convince i rappresentanti del Municipio Medio Levante.

Enrico Frigerio consigliere del Municipio in quota Pd così commenta in un post Facebook.

"Una maggiore diffusione della mobilità sostenibile è sicuramente auspicabile e va incoraggiata, ma sinceramente ho molte perplessità sulla pista ciclabile tracciata in uno dei patrimoni della nostra citta :

-Viene soppressa una corsia per senso di marcia, in alcuni punti il traffico creava già sofferenza con due corsie e prima del lockdown. 

-È stata tracciata una linea bianca a destra della ciclabile praticamente per permettere alle portiere delle auto di aprirsi e al conducente di salire in macchina. E' insidioso che ci siano parcheggi a destra della ciclabile. 

-la commistione sulla stessa carreggiata di bici e auto senza adeguata segnaletica speciale, limiti di velocità e adattamenti strutturali è molto pericolosa come sottolineano le linee guida ministeriali per la progettazione di ciclabili . 

- l'autobus per fermarsi e ripartire deve cambiare corsia due volte, attraversare la ciclabile e immettersi alla ripartenza nella corsia con le auto ,sperando non sia impedito dal rallentamento del traffico.

-Ho preoccupazione in divenire in alcuni punti cruciali come l'intersezione con via Piave e in prossimità del Mako, direzione ponente, soprattutto finita l'emergenza. 

Ritengo la creazione di ciclabili non una moda ma una scelta che deve essere ragionata e accompagnata. Avrei preferito (non voglio solo lamentarmi) una zona 30 ben strutturata  o altre proposte anche più rivoluzionarie ma da valutare attentamente." Conclude Frigerio 

Non è l'unico a manifestare perlessità sui nuovi tratti ciclabili che sembrano frutto di una immediatezza di azione che, spesso, nasconde un non ragionato esame strutturale delle varie possibilità. 

Il modello Genova, come ormai viene chiamato da tutti, o il modello del fare tutto e subito presenta, spesso, alcune considerazioni sulla ponderatezza dell'agire. 

 



Pubblicato il 17 / 5 / 2020

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