Stop alle ambulanze dedicate ai pazienti Covid 19

ā€¨

Da domani 18 maggio terminerà il servizio delle ambulanze attrezzte per ricevere i pazienti affetti da coronavirus lo ha deciso il  Diar di Alisa. 

“Osservato il rallentamento dei contagi, l’oggettiva diminuzione degli interventi di soccorso per pazienti con patologia infettiva, la notevole esperienza acquisita da molti soccorritori nella gestione dei soccorsi, è stato concordato di procedere alla riduzione effettiva del numero delle ambulanze dedicate, fino alla abolizione delle stesse“, si legge nella mail inviata ai militi. 

Numerose sono state le critiche arrivate dalla minoranza politica regionale 

"La scelta di Alisa di sospendere i trasporti per malati Covid, non distinguendo tra sospetti contagi e altri utenti, ci appare del tutto assurda, contraddittoria e pericolosa.
In sostanza vuole dire che da domani, lunedì 18, anche trasporti sanitari su autoambulanze di presunti contagi, non avranno una propria corsia di azione, con il rischio che sulla stessa ambulanza vengano trasportate sia persone contagiate da Covid-19 che pazienti con altre patologie.
Naturalmente questo aumenta la possibilità di contagio per pazienti e militi delle pubbliche assistenze; tutto questo per risparmiare poche migliaia di euro (95€ per la sanificazione, e 31€ per la chiamata), che venivano dati alle pubbliche assistenze." Scrive Gianni Pastorino Consigliere regionale di Linea Condivisa. 

Gli fa eco Pippo Rossetti consigliere regionale Pd sempre su facebook

 "Viene infatti sospeso il contribuo di 95 euro giornaliero, più 31 euro a chiamata, che era stato riconosciuto affinché le Pa dedicassero ai soccorsi per covid dei mezzi e si dotassero di tutti gli accorgimenti necessari per evitare contagi ai militi (in effetti tra di loro il numero dei contagiati è contenuto). E,soprattutto, la misura preserva i malati non covid che necessitano del trasporto in ambulanza, dal possibile contatto con il virus, che potrebbe derivare dall’utilizzo di un mezzo che ha trasportato un contagiato."

"Incomprensibile, e al contempo assurda e pericolosa, la decisione di Regione Liguria di non erogare più la quota di rimborso specifico per "ambulanze Covid-19" (pari a 95 euro al giorno per ciascuna sede attiva con mezzi dedicati) e di sospenderne dunque il servizio nelle province di Genova, Imperia e Savona, benché il contagio sia di fatto ancora in essere. I trasporti degli assistiti, dunque, dovrebbero essere effettuati con i medesimi mezzi, ma senza riguardo per la patologia e le condizioni di salute del paziente. È inaccettabile", dichiara il consigliere regionale Andrea Melis commentando la notizia. 

"Plaudo alla decisione delle Croci e delle Pubbliche assistenze di continuare invece a provvedere (a proprie spese e finché potranno anche senza certezza di ulteriori contribuzioni pubbliche) alla sanificazione dei mezzi, alla dotazione di Dpi per i militi e all'erogazione di un servizio che salvaguardi la salute dei cittadini, dimostra senza ombra di dubbio che in Liguria c'è ancora chi, e aggiungo per nostra fortuna, non abbandona la propria missione. Possiamo dire altrettanto di chi amministra la Sanità ligure?". Conclude Melis 

Categorica la risposta di Anpas Cipas e Cri che, con un comunicato stampa congiunto dichiarano:

"A prescindere dalla presenza di specifiche sedi di ambulanza, dedicate in via prioritaria al servizio CoViD-19 su base 24/7, le Pubbliche Assistenze ANPAS e CIPAS e i Comitati CRI della Liguria continueranno ad utilizzare, per il soccorso e il trasporto di pazienti CoViD-19 (positivi o sospetti) ambulanze idoneamente allestite con isolamento del vano sanitario dal vano guida, i cui equipaggi - debitamente formati - indosseranno la dotazione di DPI  “rinforzata” già prevista ed eseguiranno ciascun intervento secondo i protocolli operativi del Servizio 118 Liguria Soccorso. Dopo ciascun intervento, ogni ambulanza continuerà ad essere sottoposta a procedure di sanificazione profonda, con attrezzature e prodotti certificati, sia presso gli Ospedali che presso le sedi operative di ciascuna Pubblica Assistenza ANPAS e CIPAS e di ogni Comitato CRI (come peraltro è sempre accaduto e sempre accade, anche in situazioni di normale operatività).Pur consapevoli della decisione dell’Amministrazione Regionale di non erogare più la quota di rimborso specifico per “ambulanze CoViD-19” (pari a 95,00/giorno per ciascuna sede attiva con mezzi dedicati), le Pubbliche Assistenze ANPAS e CIPAS e i Comitati CRI della Liguria continueranno a sostenere, anche senza certezza di ulteriori contribuzioni pubbliche, ogni spesa necessaria ad assicurare gli elevati standard di servizio mantenuti sino ad oggi, nell’interesse dei pazienti assistiti e della loro salute.

"Non esporremmo mai coscientemente i nostri pazienti e i nostri operatori a rischi per noi inaccettabili - dichiara Risso, presidente Anpas - Non importa se i rimborsi ad oggi ricevuti non coprono i costi sostenuti, né importa se i DPI ed i presidi consegnati dal Sistema Sanitario Regionale non coprono il fabbisogno: continueremo ad acquistarli e ad utilizzarli secondo quanto previsto dai protocolli."

Si attende la risposta di Alisa 



Pubblicato il 18 / 5 / 2020

ā€¨

Articoli simili