Nel mirino della Procura 10 RSA

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Tutto risale all'emergenza pandemia da Covid di fine marzo quando alcuni parenti di anziani ospitati nelle RSA aveva denunciato comportamenti non proprio consoni al contenimento del virus.

 Nel mirino procedure non corrette e, quindi, pericolose, denunciate anche  da alcuni dipendenti che affermavano  di avere ricevuto ordine di non indossare i dpi per non spaventare gli ospiti. Una lettera dei responsabili di alcuni centri accusa: "Ad Alisa ci hanno detto di non portare i malati ai pronto soccorso per non intasarli".

Secondo il procuratore capo Francesco Cozzi  risulta evidente  che in alcune residenze ci sia stato un numero troppo alto di morti.

Gli epidemiologi periti della procura stanno ancora ricostruendo tutta la vicenda, il cui quadro sarà ricomposto grazie alle indagini dei carabinieri del Nas, ma, sempre secondo Cozzi, dai primi dati rultano comportamenti non corretti. 
La curva dei decessi, molto alta nelle RSA,  è quella che vede come ipotesi di reato l’epidemia colposa e che è stata affidata al pool Salute della Procura guidato dal procuratore aggiunto Francesco Pinto e alla squadra di “tecnici” capitanata dal professore Giancarlo Icardi, ordinario di Igiene generale applicata alla facoltà di Medicina.

Il fascicolo è ancora contro ignoti, ma le strutture in cui si sono verificate situazioni anomale sono, appunto, una decina.



Pubblicato il 21 / 5 / 2020

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