Inchiesta per epidemia colposa nelle RSA liguri

 

Nas e i militari della Guardia di Finanza hanno requisito i documenti di ricovero di molti pazienti di alcune RSA genovesi a seguito dell'indagine della Procura sull'inchiesta per epidemia colposa.  

 La notizia è riportata dall’Ansa. Si tratta dei direttori sanitari delle seguenti strutture: Residenza Anni Azzurri Sacra Famiglia a Rivarolo, del Centro di riabilitazione a Quinto, del Don Orione Paverano a Genova, della La Camandolina al Righi, della Residenza San Camillo sempre in zona Righi e della Residenza Protetta Torriglia a Chiavari.

La procura di Genova aveva incaricato una squadra,   guidata dal professore Giancarlo Icardi, per  raffrontare i dati dei decessi al tempo della pandemia con quelli  degli anni precedenti, e per  valutare quindi l'innalzamento  del  tasso di mortalità delle varie Rsa. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Pinto, si pone  di far chiarezza sulla gestione dei ricoveri,  su quanto siano state seguite le   linee guida dettate dal ministero, sull'eventuale isolamento dei pazienti infetti e sulla creazione di stanze solo ed esclusivamente dedicate ai pazienti Covid. .

L'indagine era iniziata con le denunce di alcuni pazienti e loro congiunti che avevano confermato che i dirigenti avevano proibito l’uso dei Dpi per non spaventare gli utenti mentre  in altri casi che non vi era stata una separazione dei reparti.

In base ai dati raccolti, il tasso di mortalità nelle sei rsa finite nel mirino della procura di Genova è stato, nel periodo tra febbraio e aprile, del 200% in più rispetto agli anni precedenti, con oltre 20 anziani morti per struttura. Al San Camillo, inoltre,  è deceduto anche un operatore sanitario e alcuni sanitari sono stati infettati dal coronavirus. 



Pubblicato il 21 / 5 / 2020

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