Giovanni Toti vuole andare al voto al pi presto

Che il Governatore ligure volesse arrivare al voto al più presto lo avevano capito sia le forze politiche che lo sostengono sia le forze di opposizione.

Due, probabilmente, le motivazioni. La prima è la mancanza di un candidato e di un programma da parte del centro sinistra. Andando al voto al più presto la neonata colaizione Pd, M5S IV e Linea condivisa non avrebbe il tempo materiale di organizzare una campagna elettorale degna di questo nome. Troppi ritardi, troppe incertezze,ma, soprattutto, la mancanza di un accordo sul nome del candidato.

L'altra motivazione potrebbe essere il riscuotere il consenso ottenuto dalla costruzione del ponte sul Polcevera (che viene accreditata a Toti quando invece è una operazione governativa con l'ausilio del commissario Bucci) e la necessità di allontare sempre di più domande scomode sulla carente gestione sanitaria dell'emergenza coronavirus.

La debacle sanitaria è, in primis, da imputare all'assessore alla sanità Sonia Viale che  della giunta regionale fa parte ed è stata fortemente voluta in quel ruolo proprio da Giovanni Toti. 

In caso di una riconferma di questa amministrazione  sarebbe auspicabile una sostituzione della Viale alla sanità. 

Ancora una volta Toti, tramite un comunicato stampa, ha riaffermato la piena intenzione di votare al più presto.

"Il diritto di voto non è un diritto di cui le forze politiche possano disporre a loro piacimento. Né può farlo il Governo, o nessun altro. Si può sospendere in casi eccezionali, come è già successo per il tempo necessario, ma ricordo sommessamente che le legislature regionali scadono a maggio, che il 3 giugno il Paese sarà totalmente aperto, che a ottobre lo stesso comitato tecnico scientifico non può garantire che l’epidemia non abbia un nuovo picco. Pertanto o si vota a luglio o nelle prime due settimane di settembre: dopo ricominceranno le scuole, che già mi sembra abbiano sufficienti problemi nel ripartire. Sarebbe l'ora di decidere. Continuo a ritenere che il 26 luglio sarebbe una data sicura e tale da consentire una ordinata ed esaustiva campagna elettorale, ma se si vorranno scegliere i primi 10 giorni di settembre, già data limite per l'espressione di un diritto così importante, lo si faccia e la si finisca di tirare per la giacca, a seconda delle varie convenienze, un diritto che non è nelle disponibilità di nessuno, se non degli italiani". Ha scritto Giovanni Toti in merito della discussione che si sta svolgendo in Parlamento sull'election day.



Pubblicato il 22 / 5 / 2020

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