I servizi sociali ritornano di competenza dei Municipi

Il Tar Liguria riconosce il ruolo amministrativo dei presidenti di Municipio e annulla la delibera della giunta Bucci del 19 settembre 2019 che svuotava i Municipi delle attribuzioni in materia di servizi sociali e concentrava queste competenze nelle mani dell’amministrazione comunale. Grazie alla sentenza arrivata ieri, i servizi sociali del Comune tornano quindi ad essere di competenza dei Municipi.

Il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale giunge in risposta al ricorso dei presidenti di Municipio Mario Bianchi (Medio Ponente), Claudio Chiarotti (Ponente), Federico Romeo (Valpolcevera) e Massimo Ferrante (Bassa Valbisagno) e dei consiglieri comunali di PD e Lista Crivello che sottolineava come la delibera della giunta Bucci si ponesse in aperto contrasto con il Regolamento comunale sul decentramento e con lo Statuto del Comune di Genova. 

Osservazioni presentate nell’immediato al sindaco Marco Bucci in sede di Conferenza dei presidenti, ma da parte del primo cittadino e della giunta non era stato fatto nessun passo indietro.

Ecco allora, per la prima volta nella storia del decentramento comunale, la decisione di fare ricorso al Tar, che oggi annulla la delibera del Comune per violazione dello Statuto comunale, violazione della legge e vizio di incompetenza.

La sentenza del Tar enuncia in sostanza due principi:

- i presidenti di Municipio hanno diritto di impugnare dinanzi al Tribunale amministrativo gli atti del Comune che ritengono lesivi del loro ruolo amministrativo;

- lo Statuto del Comune stabilisce che i servizi di base devono essere erogati da parte dei Municipi.

Il pronunciamento del Tar obbliga perciò il sindaco Bucci a cambiare direzione sul piano del decentramento amministrativo e a riconoscere il ruolo dei Municipi. 

Sotto l'amministrazione Bucci sono state  dimezzate le risorse ai Municipi da 800mila a 400mila per le manutenzioni. Inoltre sono state accentrate in sede di Giunta comunale  le decisioni sui patrocini alle manifestazioni locali  per cui ai Municipi non è più necessario chiedere il parere per le modifiche del Piano urbanistico Comunale. 

 



Pubblicato il 29 / 5 / 2020