Alleanza giallo rossa in bilico

Il non accordo dei liguri  sul nome del candidato che correrà contro Toti aveva convinto le parti a ricorrere ad una riunione direttamente a Roma per definire, insieme ai vertici dei partiti, una soluzione comune che potesse regalare al centro sinistra una candidatura autorevole.

La proposta uscita dal vertice romano e condivisa  sia dal vicesegretario Dem Andrea Orlando sia dal reggente dei M5s Vito Crimi  aveva decretato  la possibilità di candidare alle regionali Ferrucci Sansa. 

Immediata la reazione dei regionali liguri Pd che, in una riunione convocata in videoconferenza,  hanno ribadito che il nome del giornalista del Fatto Quotidiano, figlio dell’ex sindaco di Genova, e sostenuto da una rete di forze civiche, associazionistiche e dalla sinistra alternativa al Pd (LeU, Linea Condivisa), non piace e non sarà facilmente supportato dal partito sul territorio.

Sansa  resta scomodo sia per le sue posizioni contrarie su temi come gronda e terzo valico, ma anche per le critiche che avanzò, da giornalista d’inchiesta, nella gestione della politica da parte del centrosinistra in Liguria.

Al momento la trattativa interna al Pd non sembra di  facile  soluzione. Scartato il nome dell’ex presidente del Porto Antico Ariel Dello Strologo e quello di Valentina Ghio, sindaca di Sestri Levante (entrambi troppo Pd), così come quello, considerato debole, di Aristide Massardo, trovare un quinto candidato, civico, unitario, potenzialmente vincente in questa fase così avanzata e con questo clima sarà un’impresa davvero ardua. Mai come in questo momento storico l'allenaza giallorossa  risulta in bilico.



Pubblicato il 10 / 6 / 2020

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