Cup e liste di attesa: il grido d'allarme del M5S

Dopo la tragica riapertura del Cup Liguria con il centralino in tilt dopo pochi minuti, il m5S affida il suo grido di allarme alla deputata Leda Volpi e al Consigliere regionale Fabio Tosi.

 “Siamo ormai ben oltre i tre mesi di interventi accumulati, causa Covid-19. Regione ed Alisa sapevano bene che avrebbero dovuto programmare attentamente la riapertura dei servizi ambulatoriali, delle visite specialistiche e delle operazioni chirurgiche non strettamente indispensabili ma che tuttavia, se richieste, hanno la loro importanza. A che punto è la programmazione? Benché Alisa abbia recepito, con deliberazione 185 del 12 giugno 2019, il Piano regionale per il governo delle liste di attesa (PRGLA) che ha portato all’adozione del Piano Nazionale 2019-2021 (PNGLA), ci chiediamo come l’abbia effettivamente attuato”, chiede la deputata M5S Leda Volpi.

“In questi mesi, chi amministra la Sanità ligure ha pensato quasi unicamente in chiave Covid-19, dimenticandosi di tutti gli altri pazienti per i quali sono state congelate le visite. Ma le malattie, purtroppo, non rimangono in stand-by: pensiamo ad esempio agli oncologici e alle odissee che hanno dovuto patire e ancora patiscono per ricevere le cure del caso”, dichiara a sua volta il capogruppo regionale Fabio Tosi, che ricorda quanto successo il 22 giugno, giorno di presunta riapertura degli sportelli per le prenotazioni: “Chi lunedì scorso si è recato allo sportello per effettuare prenotazioni mediche a lungo rimandate, anziché risposte chiare e date certe, si è visto consegnare un foglio con il numero verde da chiamare. Pare sia l’unico modo per avere una prenotazione. Una farsa che ha mostrato la totale inadeguatezza di chi amministra la Sanità in Liguria, ancora una volta incapace di rispondere alle reali esigenze dei cittadini, che in questi mesi emergenziali si sono visti congelati visite, interventi ed analisi”.

“Ricordiamo che il Piano regionale per il governo delle liste di attesa 2019-2021 prevede che “il cittadino che non riesce a prenotare la prestazione entro i tempi della classe di priorità prescritta, può rivolgersi a un professionista che opera in regime di Libera Professione Intramuraria, versando la sola quota del ticket se dovuto (decreto legislativo n. 124/1998, art.3); l’Azienda si fa carico della corresponsione al professionista della relativa tariffa. Tali costi sono a totale carico dell’Azienda”. Regione, in questi mesi di caos e soprattutto ora che il sistema è in tilt, ha informato i cittadini?”, ricordano infine i pentastellati.



Pubblicato il 25 / 6 / 2020