La Liguria in zona arancione

La Liguria, come annunciato dal Governatore Giovanni Toti ieri a mezzo di un post su facebook, da domani passerà da gialla ad arancione. Questo è dovuto, in modo particolare, alla pressione sugli ospedali che sono andati in sofferenza specie per i ricoveri di lieve e media intensità. 

Nel dettaglio le nuove restrizioni fino al  4 dicembre.

Le nuove zone arancioni riguardano, oltre alla Liguria,  Abruzzo, Umbria, Basilicata e Toscana, in forse la Campania. 

Resta valida la regola del divieto di circolazione dalle 22 alle 5 salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, nel comune di Genova "rafforzato" dal divieto di andare a zonzo senza destinazione dalle 21 alle 6.

Gli spostamenti sono vietati in entrata e in uscita tra le zone arancioni, sempre salvo esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Ed è vietato spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, tranne «comprovate esigenze» (incluso accompagnare i figli a scuola).

Solo in questi casi va compilato il modulo per l’autocertificazione con le proprie generalità e il motivo dello spostamento.

Il trasporto, la consegna e il montaggio di mobili o di ogni accessorio per l'arredo, rientrano nella comprovata esigenza lavorativa che giustifica gli spostamenti.

È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

È consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi.

Le scuole dell’infanzia, elementari e medie sono aperte, mentre le scuole superiori fanno didattica a distanza. 

Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e i laboratori.

I negozi restano aperti, mentre i centri commerciali sono chiusi "nei giorni festivi e pre-festivi", quando invece rimangono operativi alimentari, farmacie, parafarmacie ed edicole "collocati al loro interno". 

Chiusi ristoranti e bar che possono tenere aperto il servizio d'asporto, consentito fino alle 22 e con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze e la consegna a domicilio consentita senza limiti di orario, ma che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali, l’ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali.

La sospensione di attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi include anche la sospensione delle attività interne di somministrazione di alimenti e bevande e di ristorazione a favore del proprio corpo associativo, trattandosi di una attività subordinata e collaterale rispetto alla attività principale.

Possono restare aperti anche oltre le ore 18 solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

I ristoranti degli alberghi sono aperti per i clienti che vi alloggiano, anche nelle zone arancioni e rosse.

Quindi è consentita (senza limiti di orario) la ristorazione solo all’interno dell’albergo o della struttura ricettiva in cui si è alloggiati. Qualora manchi tali servizio all’interno del proprio albergo o della propria struttura ricettiva il cliente potrà avvalersi di una ristorazione mediante asporto o mediante consegna “a domicilio” (eventualmente organizzata dall’albergo), nei limiti di orario consentiti, con consumazione in albergo.

Ogni manifestazione anche a carattere commerciale di natura fieristica, come nel caso dei cosiddetti mercatini di Natale, sono vietate.

Sono consentiti solo gli eventi e le competizioni di interesse nazionale riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva o da organismi sportivi internazionali, negli impianti utilizzati a porte chiuse o all’aperto senza pubblico.

Gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra nazionali sono consentite a porte chiuse.

Sono sospese l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale.

E' consentito svolgere attività sportiva (il jogging, il tennis...) o attività motoria (la passeggiata) all'aperto, anche nelle aree attrezzate



Pubblicato il 10 / 11 / 2020

Articoli simili