Nuove misure in vista del Natale

Ieri c'è stato il primo incontro tra il governo e i presidenti delle regioni sul nuovo Dpcm che stabilirà le misure in vista del Natale. Si va verso il via libera agli spostamenti tra regioni ma solo per incontrare i familiari.

Sulla scuola, invece, le regioni hanno suggerito al governo di rinviare l'apertura al 7 gennaio.

Il governo sta pensando anche a un bonus da 500 euro per i lavoratori in cassa integrazione.

Oltre al rinvio di Irpef, Ires e versamento Iva si prevede anche il rinvio delle date della rottamazione. Sarà il meccanismo tuttavia innovativo: rispetto ai primi tre decreti Ristori non beneficeranno della tregua sulle tasse solo le zone rosse e arancioni ma tutti color che hanno avuto una perdita di un terzo del fatturato.

Potrebbe arrivare  Ristori 5 con una detrazione speciale Irpef commisurata, a consuntivo, con le perdite delle categorie. Infine la novità, voluta dal centrodestra: nel Ristori 4 ci sarà spazio, come avvenne a maggio, anche per i professioni, dagli avvocati agli architetti.

Il governo sta  trattando  con la Cei per anticipare l'orario della messa di Natale ed evitare assembramenti la sera del 24 dicembre. 

Il Presidente della regione Giovanni Toti ha così commentato l'incontro con il Governo: "“ C’è stato il primo incontro interlocutorio in conferenza delle Regioni con i ministri Boccia e Speranza per parlare del prossimo dpcm che verrà firmato il 3 dicembre e regolerà il nostro modo di vivere di qui all’anno venturo, soprattutto nel delicatissimo periodo che va dal Ponte dell’Immacolata, passando per il Natale e fino all’Epifania.

Dalle regioni sono arrivati alcuni suggerimenti al governo e alcune richieste univoche – ha detto Toti - la prima riguarda le scuole medie superiori su cui tutte le regioni in modo univoco hanno ritenuto di dire al governo che la loro riapertura sarebbe inopportuna, soprattutto alla vigilia delle festività, e in assenza di un programma di scaglionamento degli ingressi a scuola e di un trasporto pubblico adeguato. Sulla scuole, tutte le regioni hanno suggerito al governo di procrastinare al 7 gennaio la riapertura della didattica in presenza, per evitare il rischio di aumento dei contagi che impatterebbe sulle nostre strutture ospedaliere. In questo momento è in corso anche un confronto tra l’Istituto Superiore di Sanità, il Comitato tecnico scientifico e i tecnici regionali sui 21 parametri di rischio per capire se nel prossimo decreto potranno essere adottate misure più snelle e duttili”.
Il presidente Toti ha rimarcato che si è parlato anche del tema degli impianti di risalita, anche in relazione alle decisioni che verranno assunte dai Paesi vicini al nostro. Su questo i ministri Boccia e Speranza hanno confermato la trattativa a livello europeo e nelle prossime ore dovrebbe essere definito un quadro d’insieme, tenendo conto che molti comprensori sciistici sono a cavallo tra più nazioni ed è necessario valutare con molta attenzione”. Toti ha comunicato che all’incontro , tra regioni e governo, ne seguiranno altri in vista del varo del nuovo dpcm. “Una conferma positiva – ha concluso Toti – è arrivata dall’intervento del ministro Speranza che ha parlato di un’Italia caratterizzata da una curva in discesa del contagio, intorno all’1 come fattore di rischio”.



Pubblicato il 27 / 11 / 2020

Articoli simili