Il nuovo piano industriale Amiu

Sono oltre 90 i milioni di euro in investimenti che, nel quadriennio 2021-2024, AMIU GENOVA metterà in campo per evolvere in una struttura più moderna e flessibile adeguandola alle sfide future legate al nuovo contratto di servizio che comprende la gestione ambientale di 30 comuni oltre alla città di Genova, a cui si aggiungono gli oltre 44 milioni di euro del project financing legato all’impianto TMB (Trattamento Meccanico-Biologico).

Un concreto percorso di crescita che prevede obiettivi ambientali sfidanti, investimenti in nuovi mezzi, impianti e strutture in modo da declinare la propria operatività con le esigenze del territorio e del proprio personale a tutti i livelli.

Gli obiettivi di raccolta differenziata previsti da Città Metropolitana parlano di percentuali oltre il 65% in tutti i comuni del bacino oggetto dell’affidamento. Questo vuol dire che, per quanto riguarda Genova, si dovrà passare dal 35,5% al 65% entro il 2024; in altre aree si passa da situazioni virtuose già vicine al target come l’area costiera (Cogoleto è già al 73%) oppure l’alta Val Polcevera dove entro il 2021 la differenziata dovrà arrivare al 70%, ma si parte da una media dei comuni dell’oltre al 65%. A questo si aggiungono risultati “a macchia di leopardo” come nella Valle Scrivia (dove Montoggio dall’attuale 20% dovrà raggiungere il 70% entro il 2022, mentre Busalla è già al 74%) oppure in Val Trebbia (dove Fascia è al 59%, ma Propata al 20% ed entrambe hanno come obiettivo il 70% entro 2 anni).

Lo scorso giugno la Città Metropolitana di Genova (con delibera n. 19/2020) ha dato parere favorevole al riconoscimento di AMIU Genova come gestore unico del servizio integrato dei rifiuti nei 31 comuni del bacino del Genovesato, a partire dal 1 gennaio 2021 per 15 anni.

Sono state individuate 6 aree territoriali in cui sono presenti 31 comuni; l’area Genova, che comprende il capoluogo e Davagna; l’area costiera con Arenzano e Cogoleto; le Valli Stura, Orba e Leira con Mele, Masone, Campo Ligure, Rossiglione e Tiglieto; l’Alta Val Polcevera con Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant'Olcese e Serra Riccò; la Valle Scrivia con Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna e Vobbia; la Val Trebbia comprende Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Montebruno, Propata, Rondanina, Rovegno e Torriglia.

 

AMIU Genova ha assunto i lavoratori dei diversi gestori che  operano sul territorio oggetto dell’affidamento grazie alla «clausola sociale», rispettando la normativa di riferimento e i fabbisogni della progettazione del servizio. A fine 2020 Amiu Genova contava su 1.550 dipendenti, che, nel corso del 2021, saliranno a oltre 1670 persone.

Il nuovo perimetro gestionale è caratterizzato da un numero complessivo di 650.000 utenti serviti, cioè il 5% in più di quello attuale, perché la città di Genova rappresenta da sola oltre l’80% del bacino di utenze di tutto il bacino del genovesato. Più articolata l’estensione territoriale che di fatto è quasi doppia rispetto all’attuale (+81%).

Le attività previste dal Contratto di Servizio sono: spazzamento e lavaggio delle strade; raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; gestione tariffe e rapporti con gli utenti e trattamento e recupero dei rifiuti urbani.

L’ottenimento dei risultati di raccolta differenziata porterà AMIU Genova a trattare frazioni di organico, plastica, carta e vetro con volumi più che raddoppiati. Conseguentemente la logistica e il trattamento di queste frazioni diventano cruciali: si rivela indispensabile rendere gli attuali siti di trasferenza nelle condizioni di gestire i materiali della raccolta differenziata, primo fra tutti l’umido, da preparare per l’invio agli impianti di trattamento e avvio a riciclo o recupero.

Scarpino viene confermato nel suo ruolo strategico quale impianto di riferimento per lo smaltimento di rifiuti del Genovesato e dei territori limitrofi. Nella primavera del 2022 si prevede l’entrata in funzione dell’impianto Trattamento Meccanico Biologico, il cui inizio lavori è cominciato nelle scorse settimane, che permetterà di convogliare tutta l’attività di trattamento del rifiuto del bacino del genovesato presso un unico polo impiantistico.



Pubblicato il 14 / 1 / 2021

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