Demolizione della diga di Begato

Sono partiti  oggi alle 16.30  i lavori di demolizione dei 22 piani della diga bianca di Begato in via Maritano, per poi proseguire con quella rossa, per un totale di 170mila metri cubi di materiale che verranno eliminati e 474 appartamenti abbattuti entro la fine di novembre.

Il progetto del 2019  ha un valore di circa  18 milioni di euro per la  demolizione e per il trasferimento degli abitanti.

 La demolizione  dovrebbe completarsi entro gennaio 2022, per poi lasciare spazio alle nuove costruzioni.

L’operazione viene effettuata dopo lo svuotamento interno della struttura, che ha preso il via l’anno scorso, in piena pandemia, il cosiddetto ‘strip-out’, che ha comportato l’eliminazione dei servizi, delle utenze, dei panelli di facciata, dei materiali isolanti e degli arredi rimasti.
Solo una piccola porzione della Diga Bianca di Begato resterà in piedi, corrispondente al civico 11 di via Cechov con all’interno 37 appartamenti che saranno oggetto di riqualificazione e che andranno a costituire il primo nucleo del piano di rigenerazione edilizia.
L’operazione completa di demolizione verrà effettuata attraverso un escavatore cingolato dell’altezza di 60 metri, che è stato impiegato anche per l’abbattimento delle cosiddette “Vele” di Scampia. L’escavatore smonterà progressivamente le porzioni delle strutture, consentendo in parte anche il recupero dei materiali. Subito dopo le demolizioni si prenderanno il via i lavori di recupero degli alloggi di via Cechov nella diga bianca, per la realizzazione di 55 appartamenti, costruiti secondo un sistema abitativo innovativo, tra edilizia residenziale sociale e edilizia residenziale pubblica, con una superficie media di 60 mq ad alloggio, senza consumo di suolo ed ispirandosi a criteri di green city. Un progetto “sostenibile” nella fase di gestione, conduzione, controllo e manutenzione Queste nuove unità avranno impianti termici completamente rinnovati, come anche i tetti e il cappotto rifatti per una elevata efficienza energetica. Parallelamente verranno avviati i lavori per la costruzione di due nuovi edifici a sei piani di edilizia residenziale sociale e di social housing a canone moderato.

L’abbattimento delle dighe di Begato rappresenta uno dei più grandi progetti di recupero urbano in atto in questo momento in Italia che ha preso il via nel 2020 con il nome di “Restart Begato”. Un grande piano di rigenerazione green del quartiere Diamante che prevede la demolizione e ricostruzione di nuovi edifici a sei piani sulle fondamenta della Diga, la riqualificazione di spazi e la creazione di luoghi di aggregazione sociale. Un progetto, rispettoso dell’ambiente, innovativo dal punto di vista urbanistico, che vuole rigenerare il tessuto socio-economico del quartiere e che pone al centro il miglioramento della qualità della vita degli abitanti.

La storia del quartiere di Begato è iniziata nel 1980 con la costruzione della diga rossa e i suoi 276 appartamenti distribuiti su 22 piani di altezza e, pochi anni dopo della Diga Bianca con i suoi 245 alloggi. Più una serie di altri edifici per un totale di circa 1600 alloggi. Un’operazione di edilizia popolare che non ha tenuto conto delle necessità reali e quotidiane degli abitanti e che ha relegato le persone in case –alveari e in un quartiere privo di servizi, diventato col tempo sinonimo di degrado.

"Abbiamo stimato che possano essere impegnati tra demolizione e ricostruzione almeno 500 edili con ricadute occupazionali importanti per il settore in Liguria. Stiamo ripartendo bene, ma il comparto ha bisogno di ossigeno per continuare ad alimentare questa crescita dopo i problemi legati all’emergenza sanitaria”. Spiega Andrea Tafaria, segretario generale Filca Cisl Liguria 



Pubblicato il 19 / 4 / 2021

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