«Mi picchiava praticamente tutti i giorni. Quell’uomo aveva trasformato la mia vita in un incubo. Ero costretta a uscire di casa con gli occhiali e le sciarpe anche d’estate per coprire i lividi che mi procurava»

Sono le prime dichiarazioni di Alessia Mendes, la donna di 39 anni, che ieri pomeriggio ha ucciso il suo fidanzato, Alessio Rossi 35 anni, nel suo appartamento. Al termine di un acceso litigio, la donna ha preso un coltello e ha inferto alcuni colpi mortali per l'uomo. Inutili i soccorso, l'uomo è deceduto in una pozza di sangue. Successivamente la donna ha raccontato di essersi difesa, poichè sarebbe stato l'uomo a prendere in mano un coltello:

«Aveva un coltello in mano. Cosa dovevo fare? L’ho disarmato e mi sono difesa»

La Mendes, rimasta nell’appartamento, ha inizialmente minacciato di togliersi la vita, sporgendosi pericolosamente dalla finestra sino a quando un’agente della polizia, dopo una lunga trattativa, non è riuscita a convincerla a rientrare in casa. Presa in custodia, è stata accompagnata in questura, dove è stata interrogata per ore e ha fornito la sua versione dei fatti anche al pubblico ministero Paola Crispo: l'accusa è di omicidio volontario aggravato, e la donna è stata trasferita nel carcere di Marassi.

Durante l'interrogatorio la donna si è provata a difendere, non ricordando però la dinamica dell'episodio: «Prima si è messo ad urlare, poi ha afferrato il coltello. È stato in quel momento che mi sono spaventata e ho capito che mi stava per uccidere. Dentro di me ho trovato una forza incredibile. Gli ho tolto l’arma di mano e l’ho colpito».

Alessandro Bacci



Pubblicato il 23 / 6 / 2017